Malkhut
Regno
malkhut«La pietra che i costruttori hanno scartato è divenuta testata d'angolo.» Salmo 118,22, che la tradizione cabbalistica legge di questa Sefirah
Una delle dieci camere della stanza sulla Kabbalah, che spiega la figura intera. Come quella, questa pagina non sta in nessun menu: ci si arriva dall'albero.
Il nome
La radice m-l-k è quella del re, e malkhut è il regno: non il regnare, ma il territorio su cui si regna. La distinzione conta. La decima Sefirah non è un'attività divina, è il luogo in cui l'attività divina arriva, e nel versetto delle Cronache compare come ha-mamlakhah, chiudendo l'elenco.
Ma il nome con cui la si conosce di più è un altro. Shekhinah, dalla radice sh-k-n, abitare, dimorare: la Presenza, cioè il modo in cui Dio sta in un luogo. È un termine rabbinico antico, molto anteriore alla Kabbalah, che i cabalisti ereditano e collocano al punto più basso della figura. Che la Presenza stia in fondo e non in cima è la cosa più importante che l'albero dica, e questa pagina è tutta lì.
Dove sta nell'albero
Malkhut è la decima delle dieci e sta sul pilastro dell'equilibrio, la colonna che non è una terza forza ma il luogo in cui le altre due si tengono. Sulla stessa colonna ha sopra di sé Yesod, e sotto non ha più nulla: è dove la figura finisce.
Ogni cerchio è una porta · la tavola grande, con le ventidue lettere
Che cosa nomina
Malkhut non ha luce propria. È l'affermazione ricorrente delle fonti, e la metafora che la accompagna sempre è la luna: riceve, non genera, e attraversa fasi. Detta così sembra una diminuzione, ed è il contrario. Poiché non ha luce propria, Malkhut è il solo luogo in cui la luce si vede: dove tutto è luminoso non si vede niente, e il ricevere puro è la condizione della manifestazione.
Da questo viene il grappolo di nomi che nessun'altra Sefirah ha. Il mare, in cui tutti i fiumi confluiscono. La sposa e la matrona, nella coppia con Tiferet. Knesset Israel, l'assemblea d'Israele, cioè il popolo stesso guardato dall'alto. Atarah, il diadema, che è una corona posata in basso e chiude il cerchio con Keter. Un albero che comincia con una corona e finisce con un diadema sta dicendo che il basso e l'alto si somigliano più di quanto somiglino al mezzo.
La dottrina più grave che riguarda questa Sefirah è quella dell'esilio della Shekhinah. La Presenza, dicono le fonti, è in esilio con il popolo: non è rimasta al sicuro mentre il basso soffriva, è scesa e sta dove si sta male. Scholem ha mostrato quanto questa idea si sia caricata dopo il 1492, quando un popolo espulso elabora una cosmologia in cui l'esilio non è un accidente della storia ma una condizione dell'essere. È il punto in cui la Kabbalah smette di essere una speculazione sulla struttura e diventa una dottrina su ciò che è accaduto.
Il patriarca è Davide, l'ultimo dei sette, e la scelta chiude il ragionamento. Davide è il re che non costruisce il tempio, è l'uomo che balla davanti all'arca e che il testo non risparmia in niente. Nella tradizione è anche l'autore dei Salmi, cioè della parola che sale dal basso: non la rivelazione che scende, la preghiera che parte da dove si è.
Ancorato ai testi
Lo Sha'are Orah di Giuseppe Gikatilla, scritto in Castiglia intorno al 1290, è organizzato in dieci porte, una per Sefirah, e le percorre partendo dalla decima e salendo verso la prima. È la struttura del libro, prima ancora del suo contenuto, a dire che dall'alto non si comincia. La traduzione latina che Paulus Ricius ne fece nel 1516, Portae Lucis, è il testo con cui l'albero entra per la prima volta a stampa in Occidente.sull'ordinamento dello Sha'are Orah e sulla sua fortuna latina; il frontespizio dell'edizione di Augusta è la prima immagine stampata dell'albero delle Sefirot
Gli altri nomi che porta
Nessuna Sefirah ha un nome solo. Gli epiteti non sono sinonimi: ciascuno la guarda da un lato, e insieme dicono più del nome principale.
- שכינהShekhinah la PresenzaDa sh-k-n, dimorare. Termine rabbinico antico che i cabalisti collocano al punto più basso della figura, e che dicono in esilio.
- עטרהAtarah il diademaUna corona posata in basso. Chiude il cerchio con Keter, che è la corona in alto.
- כנסת ישראלKnesset Israel l'assemblea d'IsraeleIl popolo stesso guardato dall'alto: la decima Sefirah è anche una comunità.
- ירחYareach la lunaRiceve, non genera, e attraversa fasi. Sta a Tiferet, che è il sole, come la luce riflessa alla luce propria.
- יםYam il mareDove tutti i fiumi confluiscono e nessuno nasce.
A ogni Sefirah la tradizione associa poi un nome divino, un membro dell'Adam Kadmon e, per le sette inferiori, uno dei sette pastori che si invitano nella capanna della festa delle Capanne. Sono corrispondenze medievali e interne alla tradizione ebraica. Le corrispondenze con i pianeti, i colori e gli arcani, che si incontrano ovunque, sono ottocentesche e stanno fuori da queste pagine: la stanza madre spiega perché.
אדני Adonai
«Mio Signore»: il nome che si pronuncia al posto del Tetragramma quando lo si legge. È il nome dicibile, quello che sta al posto di un altro, e tocca alla Sefirah che riceve senza avere di suo. La coerenza dell'intero sistema di Gikatilla si vede meglio qui che altrove.
Davide
L'ultimo dei sette. Il re che non costruisce il tempio, l'uomo che balla davanti all'arca, e nella tradizione l'autore dei Salmi: la parola che sale dal basso.
I piedi, e in altre letture la bocca, perché è da lì che la parola esce nel mondo.
Le vie che la toccano
Tre delle ventidue vie passano di qui, e ciascuna porta una lettera dell'alfabeto ebraico. La ripartizione in tre madri, sette doppie e dodici semplici viene dal Sefer Yetzirah; quale lettera stia su quale linea è invece la disposizione fissata da Kircher nel Seicento e ripresa dalla Golden Dawn, come la stanza madre dichiara una volta per tutte.
- ק
- ש
- ת
Lo squilibrio
Lo squilibrio di Malkhut non è un eccesso, è un distacco: la decima separata da chi sta sopra. Nelle fonti ha un nome ed è il più grave dell'intera dottrina, l'esilio, e una descrizione precisa: il regno che continua a esistere senza ricevere, cioè un mondo che funziona e non è più in comunicazione con la propria origine. Non crolla. Continua, e basta.
La radice corrispondente è Lilith, ed è il nome più antico dell'elenco insieme a Samael, molto più vecchio della Kabbalah stessa: compare nella letteratura mesopotamica, e in Isaia 34,14 un termine che vi somiglia designa una creatura notturna delle rovine. La coppia Samael-Lilith è il nucleo attorno a cui Isacco ha-Kohen costruisce le potenze della sinistra, ed è in questo senso l'origine di tutta la decade rovesciata. Che stia sotto Malkhut è coerente: il rovescio della Presenza che dimora è ciò che occupa un luogo abbandonato.
Lilith, la radice I nella figura del rovescio. I dieci nomi delle radici, nella forma e nell'ordine in cui si incontrano oggi, vengono da un elenco vittoriano che riordina materiali medievali: la parte 5 della stanza ne ricostruisce la provenienza, e spiega perché qui il rovescio dell'albero si legga e non si visiti.
Come questa biblioteca la legge
Se questa biblioteca prende una cosa sola dall'intero albero, la prende da qui. Il luogo dove si lavora è il più basso. Non è una consolazione per chi non arriva in alto: è la struttura della figura, ed è il motivo per cui il libro che ha portato l'albero in Occidente comincia dalla decima porta e sale.
Ne segue l'ordine di lettura che consiglio anche per queste dieci pagine, e che è il contrario di quello che verrebbe naturale. Si comincia da Malkhut e si sale. Chi comincia da Keter sta facendo con le pagine di un sito esattamente l'errore che il Sefer Yetzirah proibisce alla prima occasione utile.
La seconda cosa è la convergenza che il lessico segnala e che qui trova la sua radice. Tikkun vuol dire che il mondo va riparato da chi ci vive, con atti ordinari, senza che il risultato sia visibile a chi li compie. È la stessa forma della via della trasfigurazione: redenzione dentro il mondo, non fuga da esso. Due tradizioni, due fondamenti diversi, una sola direzione: verso il basso, dove le cose stanno.
Lo Sha'are Orah percorre le dieci porte dal basso verso l'alto, e conviene fare lo stesso: si comincia da Malkhut, non da Keter.