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Athanor · Le dieci Sefirot · 9 di 10 יסוד

Yesod

Fondamento

yesod

«Il giusto è fondamento del mondo.» Proverbi 10,25, il versetto da cui la Kabbalah ricava il nome di questa Sefirah

Una delle dieci camere della stanza sulla Kabbalah, che spiega la figura intera. Come quella, questa pagina non sta in nessun menu: ci si arriva dall'albero.

Uno

Il nome

La radice y-s-d dice il fondare, e yesod è la fondazione di un edificio: la parte che sta sotto e che non si vede. Il nome non compare nel versetto delle Cronache come gli altri; i cabalisti lo ricavano dal «poiché tutto», ki khol, che nel versetto sta fra la gloria e il regno, e da Proverbi 10,25, dove il giusto è detto fondamento del mondo. Da qui i due altri nomi della Sefirah: Kol, il tutto, e Tzaddik, il giusto.

Che la nona Sefirah si chiami insieme fondamento e tutto non è una contraddizione. Un canale che raccoglie quanto viene da sopra contiene per definizione tutto quello che è passato, e non è nulla di suo.

Due

Dove sta nell'albero

Yesod è la nona delle dieci e sta sul pilastro dell'equilibrio, la colonna che non è una terza forza ma il luogo in cui le altre due si tengono. Sulla stessa colonna ha sopra di sé Tiferet e sotto di sé Malkhut.

Tre

Che cosa nomina

Yesod è il canale, e la sua descrizione più esatta è per sottrazione: non aggiunge niente. Raccoglie ciò che scende dalle Sefirot che stanno sopra, lo tiene insieme e lo consegna a Malkhut. Non è una tappa del cammino, è il passaggio obbligato; e senza di essa nulla di quanto sta in alto arriva in basso, per quanto in alto stia.

È anche la Sefirah in cui la tradizione ebraica è più concreta e più fisica, e conviene riferirlo senza pudori né compiacimenti. Nella lettura per membra, a Yesod tocca il segno del patto, cioè la circoncisione, e con essa tutto il campo della generazione. La ragione è strutturale e non allusiva: il luogo del corpo da cui la vita passa da una generazione alla successiva è il luogo che meglio dice che cosa sia un canale. Da questo viene anche il nome del giusto, perché nella letteratura ebraica il giusto per eccellenza è Giuseppe, che si chiama Yosef ha-Tzaddik perché custodì il patto quando avrebbe potuto non farlo.

Giuseppe è dunque il sesto dei sette pastori, ed è una scelta densa. È l'uomo che sta in mezzo: fra i fratelli e il padre, fra Israele e l'Egitto, fra la carestia e il grano. Non governa e non profetizza: amministra, cioè fa passare le cose da dove ci sono a dove servono. È il canale in forma di biografia.

Ancorato ai testi

Quando passa la tempesta il malvagio non è più, ma il giusto è fondamento per sempre.Proverbi 10,25, nella lettura che ne fanno le fonti cabbalistiche, dove tzaddik yesod olam viene inteso come «il giusto è il fondamento del mondo». La resa corrente del versetto è leggermente diversa, e la lettura cabbalistica ne forza la sintassi: è un caso limpido di come questa tradizione lavori sui testi

Quattro

Gli altri nomi che porta

Nessuna Sefirah ha un nome solo. Gli epiteti non sono sinonimi: ciascuno la guarda da un lato, e insieme dicono più del nome principale.

  • צדיק
    Tzaddik il giustoDa Proverbi 10,25. Nella letteratura ebraica il giusto per eccellenza è Giuseppe, che custodì il patto.
  • כל
    Kol il tuttoDal «poiché tutto» del versetto delle Cronache. Un canale che raccoglie quanto viene da sopra contiene tutto, e nulla di suo.
  • אות ברית
    Ot brit il segno del pattoIl nome che lega la Sefirah alla circoncisione, e con essa alla trasmissione della vita.

A ogni Sefirah la tradizione associa poi un nome divino, un membro dell'Adam Kadmon e, per le sette inferiori, uno dei sette pastori che si invitano nella capanna della festa delle Capanne. Sono corrispondenze medievali e interne alla tradizione ebraica. Le corrispondenze con i pianeti, i colori e gli arcani, che si incontrano ovunque, sono ottocentesche e stanno fuori da queste pagine: la stanza madre spiega perché.

Il nome divino

שדי Shaddai
Il nome che compare in Genesi 17,1, nel capitolo del patto della circoncisione: la coincidenza fra il nome divino e il contenuto della Sefirah è, anche qui, già nel testo biblico. Le fonti aggiungono spesso El Chai, «Dio vivente».

Il pastore

Giuseppe
Il sesto dei sette. L'uomo che sta in mezzo e amministra: fra i fratelli e il padre, fra Israele e l'Egitto, fra la carestia e il grano.

Nell'Adam Kadmon

Il segno del patto.

Cinque

Le vie che la toccano

Quattro delle ventidue vie passano di qui, e ciascuna porta una lettera dell'alfabeto ebraico. La ripartizione in tre madri, sette doppie e dodici semplici viene dal Sefer Yetzirah; quale lettera stia su quale linea è invece la disposizione fissata da Kircher nel Seicento e ripresa dalla Golden Dawn, come la stanza madre dichiara una volta per tutte.

  • ס
    Samekh il sostegnovia 25 · dodici semplici · sale da Tiferet
  • צ
    Tzaddi l'amovia 28 · dodici semplici · sale da Netzach
  • ר
    Resh la testavia 30 · sette doppie · sale da Hod
  • ת
    Tav il segnovia 32 · sette doppie · scende verso Malkhut
Sei

Lo squilibrio

Un canale che si scambia per una sorgente è lo squilibrio proprio di Yesod, ed è quello che più direttamente riguarda chi insegna. Chi trasmette qualcosa può cominciare a credere che quel qualcosa venga da lui, e la prova non è nelle sue affermazioni ma in ciò che succede quando la trasmissione si interrompe: un canale che si è preso per sorgente non lascia passare più niente e non se ne accorge.

C'è la forma opposta, e la figura la prevede. Un canale può anche non consegnare, cioè raccogliere e trattenere. Nella grammatica dell'albero è la stessa avaria vista da un altro lato, perché in entrambi i casi Malkhut resta a secco.

La radice corrispondente è Gamaliel, che le liste rendono con gli osceni. L'aggettivo è tardo e va spiegato invece che ripetuto: poiché a Yesod tocca il segno del patto, il suo rovescio ha preso nelle liste ottocentesche un carattere sessuale che nelle fonti medievali è molto meno marcato. In termini di struttura la cosa è più sobria: il rovescio del canale è ciò che trasmette senza portare nulla, cioè la forma della trasmissione senza il suo contenuto.

La radice corrispondente

Gamaliel, la radice II nella figura del rovescio. I dieci nomi delle radici, nella forma e nell'ordine in cui si incontrano oggi, vengono da un elenco vittoriano che riordina materiali medievali: la parte 5 della stanza ne ricostruisce la provenienza, e spiega perché qui il rovescio dell'albero si legga e non si visiti.

Sette

Come questa biblioteca la legge

Yesod è la Sefirah che questa biblioteca ha addosso, perché una biblioteca è un canale e nient'altro. Tutto quanto sta in queste pagine viene da qualcun altro, e il lavoro consiste nel farlo passare senza sporcarlo: presentare i testi fedelmente, dichiarare le parafrasi, distinguere ciò che è documentato da ciò che è mia elaborazione. La trasmissione è una voce del lessico prima di essere una funzione dell'albero.

Da qui anche la ragione per cui questo sito insiste tanto sulle fonti. Non è scrupolo accademico: è la sola forma di verifica disponibile a un canale. Se non si può controllare quanto arriva, si può almeno controllare da dove è passato.

Lo Sha'are Orah percorre le dieci porte dal basso verso l'alto, e conviene fare lo stesso: si comincia da Malkhut, non da Keter.