Con la successione documentata. Un elenco di nomi che va da un fondatore a oggi è una prova di continuità istituzionale, non di trasmissione nel senso di questa voce. Guénon insiste sul carattere effettivo del passaggio: un anello formalmente registrato ma spiritualmente vuoto interrompe la catena pur lasciando l'elenco intatto. Il che rende la dottrina inverificabile dall'esterno, ed è il suo punto debole.
Con la trasmissione dei testi. Come si è visto, è una catena diversa e opera con altri mezzi: copiare, tradurre, conservare, stampare. Non trasmette influenza spirituale, secondo l'impianto; trasmette la possibilità di leggere, che non è la stessa cosa e non è niente.
Con l'insegnamento. Un maestro che insegna passa competenze, e la verifica è se l'allievo sa fare. La trasmissione iniziatica non passa competenze e non ha verifica di questo tipo: il rito trasmette anche a chi non capisce, e non trasmette a chi capisce ma non lo riceve regolarmente. Sono due rapporti fra le stesse due persone.
Con l'autorizzazione a insegnare. Molte tradizioni orientali hanno una licenza formale che un maestro dà a un allievo, e la si presenta a volte come l'equivalente di ciò di cui parla Guénon. Nei fatti quelle licenze certificano competenza e affidabilità, e sono revocabili; la baraka, nell'impianto tradizionale, non è un permesso e non si revoca. Un titolo e una sostanza.