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Athanor · Lessico · Terzo anello · Filosofia perenne e mitologia comparata

Trasmissione iniziatica

lessico di Guénonarabo baraka, «influenza spirituale, benedizione»


Per Guénon, il criterio di autenticità di una via: la catena ininterrotta che porta l'influenza spirituale (la baraka) da maestro a discepolo. Senza catena, nessuna iniziazione reale. La timeline mostra anche il rovescio storico del principio: le tradizioni sopravvivono per via di custodi, copisti e traduttori pazienti. E Steiner risponde spostando il luogo dell'iniziazione all'interno della coscienza: le due posizioni si confrontano, non si conciliano a buon mercato.

IniziazioneTradizione PrimordialeMisteri

Dove lavoraSaggio sul Cristo cosmico, parte 5 · Timeline (la trasmissione araba, le traduzioni toledane)

Nel laboratorioAnno I · Anno II


La parola

Baraka: una benedizione che si comporta come una sostanza

Guénon prende il termine chiave dall'arabo, e la scelta è significativa: nella sua opera l'influenza spirituale si chiama baraka. La radice b-r-k dice il benedire, e la parola nell'uso corrente indica la benedizione, la prosperità, la buona sorte che accompagna una persona o un luogo.

Ma nell'uso popolare e in quello confraternale la baraka ha una proprietà che una benedizione astratta non avrebbe: si trasmette per contatto. La si riceve stringendo la mano di un maestro, sedendo dove è seduto, bevendo l'acqua del suo pozzo, toccando la sua tomba. Si comporta, nel linguaggio, come qualcosa che passa da un corpo a un altro, e la lingua araba la tratta come una quantità: si può averne molta o poca, si può perderla.

È questa concretezza che Guénon assume, e che rende la sua dottrina più forte e più rigida di una generica idea di continuità spirituale. Se ciò che si trasmette si comporta come una sostanza, allora la catena non è una metafora del rispetto per i predecessori: è il canale fisico attraverso cui la cosa passa, e un anello rotto interrompe il passaggio come un tubo tagliato.

Ancorato ai testi

Il rito iniziatico non conferisce nulla che l'individuo possa produrre da sé: trasmette un'influenza spirituale che deve essere ricevuta, e che presuppone un legame effettivo e ininterrotto con l'origine della tradizione. Senza questo legame non vi è iniziazione, ma soltanto una parvenza.parafrasi dichiarata dalla dottrina che René Guénon espone negli scritti sull'iniziazione degli anni Quaranta. La parola che decide è «effettivo»: la catena non è una successione di nomi in un elenco, è un passaggio realmente avvenuto ogni volta

Dove nasce

Il rovescio storico: copisti, e non maestri

La definizione breve segnala che la timeline mostra il rovescio storico del principio, e vale la pena svolgerlo perché è la parte che la letteratura tradizionale non ama.

Le tradizioni che questa biblioteca custodisce sono arrivate fin qui, quasi tutte, per vie che non somigliano affatto a una catena iniziatica. Il Corpus Hermeticum è sopravvissuto perché un manoscritto è stato portato a Firenze da un monaco e tradotto da un filologo. Plotino ci è arrivato perché Porfirio ha ordinato le carte del maestro dopo la sua morte. Metà dell'alchimia greca è nota da codici bizantini copiati da scribi che non praticavano. E i testi di Nag Hammadi li ha trovati un contadino.

Questo non confuta Guénon, che potrebbe rispondere, e i suoi lettori rispondono, che i testi non sono l'iniziazione e che la sopravvivenza di un libro non trasmette nessuna influenza. È una risposta coerente. Ma lascia in piedi il fatto: ciò che noi conosciamo di queste tradizioni lo conosciamo grazie a custodi pazienti e non a maestri, e chi lavora in una biblioteca ha con quella catena un debito che con l'altra non ha.

Steiner risponde in un altro modo ancora, e la definizione breve lo registra: sposta il luogo dell'iniziazione dentro la coscienza, e sostiene che dopo l'Incarnazione le condizioni siano cambiate per tutti. È una risposta che risolve il problema della catena eliminandolo, e ne apre un altro, che è come si distingua allora un percorso reale da un'illusione. Le due posizioni, dice il lessico, si confrontano e non si conciliano a buon mercato.

Come la legge questa biblioteca

Una scuola che non ha una catena, e lo dice

Questa voce mette una domanda diretta a chi la ospita, e sarebbe scorretto non rispondere.

Athanor non ha una catena iniziatica, non discende da nessuna organizzazione, e non trasmette nessuna baraka. Nel vocabolario di Guénon questo significa che non è una via iniziatica, ed è esatto: non lo è, e non lo pretende. È una scuola nel senso ordinario del termine, cioè un luogo dove si studia insieme secondo un ordine, con dei testi, delle pratiche e un tempo.

Dirlo ha un costo e un vantaggio. Il costo è che, secondo l'impianto tradizionale, ciò che qui si fa non può produrre il risultato che le vie iniziatiche promettono. Il vantaggio è che nessuno viene ingannato, il che in questo campo non è poco: la maggior parte delle organizzazioni che promettono trasmissione esibisce catene che non reggono a un controllo storico, e la letteratura tradizionale stessa è piena di polemiche su questo.

Elaborazione del curatore

Se dovessi dire che cosa in questa dottrina mi convince, direi il criterio negativo. Guénon offre uno strumento per riconoscere le millanterie, e funziona: davanti a chi si presenta come depositario di una trasmissione, la domanda «da chi, e da chi prima di lui» ha smontato più pretese di qualunque argomento. Che poi la catena, dove è autentica, faccia ciò che lui sostiene è un'altra questione, e non ho modo di verificarla. Tengo il criterio e lascio la metafisica a chi la può giudicare.nota curatoriale della biblioteca Ascesa

Da non confondere

Quattro catene

Con la successione documentata. Un elenco di nomi che va da un fondatore a oggi è una prova di continuità istituzionale, non di trasmissione nel senso di questa voce. Guénon insiste sul carattere effettivo del passaggio: un anello formalmente registrato ma spiritualmente vuoto interrompe la catena pur lasciando l'elenco intatto. Il che rende la dottrina inverificabile dall'esterno, ed è il suo punto debole.

Con la trasmissione dei testi. Come si è visto, è una catena diversa e opera con altri mezzi: copiare, tradurre, conservare, stampare. Non trasmette influenza spirituale, secondo l'impianto; trasmette la possibilità di leggere, che non è la stessa cosa e non è niente.

Con l'insegnamento. Un maestro che insegna passa competenze, e la verifica è se l'allievo sa fare. La trasmissione iniziatica non passa competenze e non ha verifica di questo tipo: il rito trasmette anche a chi non capisce, e non trasmette a chi capisce ma non lo riceve regolarmente. Sono due rapporti fra le stesse due persone.

Con l'autorizzazione a insegnare. Molte tradizioni orientali hanno una licenza formale che un maestro dà a un allievo, e la si presenta a volte come l'equivalente di ciò di cui parla Guénon. Nei fatti quelle licenze certificano competenza e affidabilità, e sono revocabili; la baraka, nell'impianto tradizionale, non è un permesso e non si revoca. Un titolo e una sostanza.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

Vedilo nel lessico →
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