«In quale tradizione mi oriento? Quale via chiama?»
Cambia la forma, non solo la materia. Il secondo anno non è un calendario ma una mappa: quattro blocchi di lavoro fra i quali si sceglie, perché percorrerli tutti richiederebbe cinque anni. Il primo anno si attraversa; il secondo si sceglie.
La scelta non è arbitraria. Si fa sul bilancio scritto alla fine del primo anno, e la raccomandazione è netta: non scegliere il blocco che sembra più affascinante, ma quello che risponde alla domanda più urgente emersa nel primo anno. È qui che il percorso smette di essere uguale per tutti.
Le pratiche del primo anno continuano tutte, senza eccezione. A seconda del blocco scelto se ne aggiunge una sola, e il carico settimanale resta quello dell'anno prima.
Questa soglia si apre con una chiave
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L'indice è sciolto: questo è ciò che l'anno contiene. Quando vuoi, attraversa.