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Athanor · Lessico · Terzo anello · Filosofia perenne e mitologia comparata

Tradizione Primordiale

francese di GuénonTradition primordiale


Per René Guénon, l'origine unica e sovrumana di cui le religioni autentiche sarebbero ramificazioni adattate a popoli ed epoche. Da qui la sua obiezione alla cristologia di Steiner: fare dell'Incarnazione il fulcro dell'evoluzione eleverebbe un dato cristiano a misura universale. Il sito tiene l'obiezione aperta, come contrappeso e misura di onestà, e affianca la mediazione di Schuon: l'unità delle religioni è trascendente, sta al centro e non nelle forme. Guénon è letto criticamente, come la mappa dichiara.

IncarnazioneTrasmissione iniziaticaSincretismo

Dove lavoraSaggio sul Cristo cosmico, parte 5 · Mappa delle tradizioni (Filosofia perenne)

Nel laboratorioAnno I · Anno II


La parola

Tradizione con la maiuscola: un termine tecnico, non un'abitudine

Traditio è il consegnare: la stessa radice di «tradire», che è consegnare qualcuno al nemico, e di «tradurre», che è portare di là. La parola non dice che cosa venga consegnato: dice che è passato di mano.

Nel lessico di René Guénon la parola acquista una maiuscola e diventa tecnica, e il senso corrente le viene tolto per intero. Tradizione non è ciò che si fa da sempre, non è il costume, non è il patrimonio culturale di un popolo. È l'insieme delle dottrine di origine non umana, trasmesse per una via regolare, che contengono la conoscenza dei principi. Un'usanza secolare, in quel vocabolario, non è tradizionale; e un dato metafisico appena formulato può esserlo, se viene da lì.

La Tradizione primordiale è l'origine unica di cui le tradizioni storiche sarebbero adattamenti: rami di un tronco che nessuno ha mai visto. Vale la pena notare la forma logica dell'affermazione, perché è quella di tutta la costruzione: l'unità non è mostrata, è postulata come ciò senza cui le somiglianze fra tradizioni resterebbero inspiegate.

Ancorato ai testi

Le diverse tradizioni non sono che adattamenti dell'unica Tradizione primordiale alle condizioni particolari di popoli e di epoche; e l'accordo profondo che si riscontra fra di esse non si spiegherebbe altrimenti.parafrasi dichiarata dall'impianto che René Guénon espone in tutta la sua opera, dagli scritti degli anni Venti in poi. La seconda proposizione è la prova che offre della prima: è un argomento dalla miglior spiegazione, e come tale va valutato

Dove nasce

Una dottrina del Novecento sull'antichità

La cosa da tenere presente prima di tutte è la data. La Tradizione primordiale non è una dottrina antica: è una costruzione del ventesimo secolo. Guénon pubblica dagli anni Venti, Coomaraswamy e Schuon poco dopo, Evola per proprio conto e con altri fini. Nessun testo antico dice ciò che essi sostengono, e non potrebbe: è una tesi che si può formulare solo dopo aver avuto sotto gli occhi molte tradizioni insieme, cioè dopo l'orientalistica moderna.

Questo non la rende falsa. La rende però una teoria interpretativa recente, che si presenta come il recupero di qualcosa di antichissimo, e la differenza va tenuta perché è precisamente il tipo di scarto che questa biblioteca si è impegnata a dichiarare, come fa per la Tavola di Smeraldo e per lo Pseudo-Dionigi.

Il contesto in cui nasce spiega molto. È il momento in cui l'Occidente si accorge in massa delle religioni d'Asia, e in cui una parte della cultura europea cerca un fondamento che non sia né la Chiesa né la scienza positiva. La Tradizione primordiale risponde a quel bisogno con eleganza: consente di rifiutare la modernità senza scegliere una confessione, e di rispettare tutte le religioni collocandone la verità in un punto che nessuna di esse possiede per intero.

Va detta anche la parte scomoda, perché il sito dichiara di leggere Guénon criticamente. Da questo ambiente sono passate posizioni politiche molto diverse fra loro, e alcune, in particolare quelle di Evola, sono state e restano estranee a tutto ciò che questa biblioteca fa. Guénon non è Evola e non va confuso con lui; ma la famiglia intellettuale è la stessa, e chi entra in questa letteratura fa bene a sapere in che stanza sta entrando.

Come la legge questa biblioteca

Un'obiezione tenuta aperta, che è la più seria che il sito riceva

La definizione breve dice che il sito tiene l'obiezione di Guénon aperta, come contrappeso e misura di onestà. È il punto in cui questa voce smette di essere storia delle idee e diventa una questione di casa.

L'obiezione, formulata al minimo: se si mette l'Incarnazione al centro dell'evoluzione cosmica, si sta prendendo un dato che appartiene a una tradizione determinata e lo si sta facendo valere per tutte. Le altre tradizioni non lo hanno, e non perché siano meno avanzate: perché dicono altro. Fare della propria fede la chiave universale è, secondo Guénon, un provincialismo che si presenta come universalismo.

È un'obiezione forte e non ha una risposta che la disinneschi. Questa biblioteca non finge di averla: la tiene scritta, la ripete dove serve, e la considera il proprio contrappeso permanente. La posizione del sito è che quella tesi cristologica sia una tesi forte da esaminare, e non un articolo da accettare; il che non risolve l'obiezione, ma dice almeno che non la si sta aggirando.

Resta la mediazione di Schuon, che la definizione breve richiama: l'unità delle religioni è trascendente, sta al centro e non nelle forme. È elegante e non è gratuita, perché ha un costo: se l'unità sta solo al centro, allora ciò che ciascuna tradizione dice di determinato, la sua storia, i suoi eventi, i suoi comandi, non è il luogo della verità ma il suo rivestimento. È una posizione che nessuna delle tradizioni che essa unifica riconoscerebbe come propria, e questa biblioteca la registra senza sottoscriverla.

Da non confondere

Quattro unità delle religioni

Con il sincretismo. È la distinzione che Guénon fa con più insistenza e ha ragione a farla. Il sincretismo prende pezzi da tradizioni diverse e li mette insieme; la Tradizione primordiale sostiene che le tradizioni siano già una, e proibisce di mescolarle proprio per questo, perché ciascuna è un adattamento completo e i pezzi non sono intercambiabili. Sul piano pratico l'impianto tradizionale è più severo, non più permissivo, di qualunque eclettismo.

Con la tradizione in senso corrente. Il vocabolario tecnico esclude esplicitamente l'usanza, il folklore, la continuità culturale. È una fonte inesauribile di equivoci quando un testo guénoniano e un discorso ordinario usano la stessa parola nella stessa pagina.

Con una tesi storica. Non si sta affermando che sia esistita, in una certa epoca, una civiltà da cui le altre discendono, e i tradizionalisti seri lo precisano: l'origine di cui parlano non è collocabile su una linea del tempo, ed è sovrastorica. Il che ha una conseguenza: la tesi non è falsificabile con documenti, e chi la attacca con l'archeologia sta bersagliando qualcosa che nessuno ha affermato. Il che, però, è anche il suo limite come teoria.

Con la filosofia perenne. La philosophia perennis è una formula rinascimentale, e nella versione che Huxley rende celebre a metà Novecento indica un nucleo comune di esperienze mistiche attestate ovunque. È una tesi empirica e modesta: si guardano i testi e si notano ricorrenze. La Tradizione primordiale è una tesi metafisica e forte: afferma un'origine. La prima si può discutere caso per caso, la seconda si accetta o no.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

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