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Athanor · Lessico · Il registro della scuola

Sincretismo

grecosynkrētismós; in origine «alleanza dei cretesi»


La fusione indistinta di tradizioni diverse: il supermercato spirituale dove ogni corsia vale l'altra. È il rischio nominato più spesso dal sito: «il pericolo del sincretismo non è quello di conoscere troppe tradizioni; è quello di non prenderne nessuna sul serio». Athanor vi oppone l'unità senza confusione: un centro dichiarato, una gerarchia esplicita e rimandi disciplinati, in cui gli specchi non diventano mai sinonimi. Questo lessico applica la regola in ogni voce correlata.

Specchio, contrasto, convergenzaTradizione PrimordialeCristo cosmico

Dove lavoraMappa delle tradizioni · Saggio sul Cristo cosmico, parte 1 · La natura di questo percorso


La parola

Nata per dire un'alleanza, non una mescolanza

L'origine è raccontata da Plutarco e riguarda i cretesi: divisi fra loro in città che si combattevano, davanti a un nemico esterno facevano fronte comune, e quella condotta si chiamava synkrētismós, il fare come i cretesi. Non c'entra la fusione: è un'alleanza tattica fra parti che restano distinte e che riprenderanno a litigare dopo.

Vale la pena tenerlo perché il senso originario è quasi il contrario di quello odierno. Nel racconto antico i cretesi non diventano un popolo solo: si alleano restando due. Il termine passa poi, nel Seicento, alla teologia, dove indica i tentativi di conciliare confessioni cristiane diverse; e da lì alla storia delle religioni, dove assume il significato tecnico e poi quello polemico che ha oggi.

Nella storia delle religioni, per inciso, il termine è largamente descrittivo e non spregiativo: quasi tutte le religioni sono sincretiche, nel senso che hanno assorbito elementi di ciò che le precedeva, e nessuno studioso lo considera un difetto. Il senso negativo appartiene al linguaggio di chi difende un'ortodossia, e questa voce lo usa in quel registro dichiarandolo.

Ancorato ai testi

Il pericolo del sincretismo non è quello di conoscere troppe tradizioni: è quello di non prenderne nessuna sul serio.formulazione del curatore, ricorrente nei testi del sito. La distinzione che opera è fra la quantità e la profondità: nessun numero di tradizioni frequentate costituisce di per sé il problema che il termine nomina

Dove nasce

Prendere sul serio, cioè accettare di essere contraddetti

La formula del curatore sposta il criterio dalla quantità alla serietà, e vale la pena dire in che cosa consista prendere sul serio una tradizione, perché altrimenti resta un'esortazione.

Consiste, in sostanza, nell'accettare che possa dire di no. Una tradizione presa sul serio ha il diritto di contraddire ciò che si pensava, di chiedere qualcosa che non si voleva fare, e di affermare cose incompatibili con quelle che afferma la tradizione della porta accanto. Quando questo diritto viene tolto, resta un repertorio di immagini a disposizione, e ciascuna vale quanto le altre perché nessuna può opporsi.

Ed è precisamente da lì che nasce l'immagine del supermercato che la definizione breve usa. In un supermercato le corsie non si contraddicono: si scelgono secondo il gusto, e nessun prodotto pretende che gli altri siano sbagliati. Una tradizione, invece, pretende, e quasi sempre. Il Vedanta e il cristianesimo dicono cose incompatibili sull'individualità; la gnosi e la trasfigurazione dicono cose incompatibili sul corpo. Chi le tiene tutte senza sentire alcuna tensione le ha già private della loro voce.

Va detto anche che l'accusa di sincretismo è, nella storia, una delle più abusate: è servita a squalificare chiunque leggesse fuori dal proprio recinto, e la maggior parte delle grandi opere di questa biblioteca è stata accusata di esserlo. Questa voce non la usa in quel modo, e il criterio dichiarato serve proprio a distinguere: non che cosa si legge, ma se ciò che si legge può ancora dire di no.

Come la legge questa biblioteca

Unità senza confusione, e i tre strumenti che la reggono

La definizione breve indica ciò che il sito oppone al sincretismo e ne elenca gli strumenti: un centro dichiarato, una gerarchia esplicita, rimandi disciplinati in cui gli specchi non diventano mai sinonimi. Sono tre dispositivi concreti e questo lessico li applica in ogni voce.

Il centro dichiarato è la voce sul Cristo cosmico, e la nota del curatore che vi si trova dice perché la dichiarazione è la parte importante: una biblioteca con un asse non è neutra, e chi entra ha diritto di saperlo. La posizione contraria, quella di chi presenta la propria convinzione come un ordinamento neutro dei fatti, è quella che qui si considera scorretta.

La gerarchia esplicita è il fatto che le tradizioni non stiano tutte allo stesso livello: alcune sono al centro, altre fanno da specchio, una fa da contrasto. È un ordinamento e si vede, e chi non lo condivide sa che cosa non condivide.

I rimandi disciplinati sono il linguaggio che la voce specchio, contrasto, convergenza definisce, e che ogni voce di questo lessico usa. Non si dice mai che due termini di tradizioni diverse significano la stessa cosa; si dice che si rispecchiano, o che convergono per struttura, o che si illuminano per contrasto. È una disciplina di scrittura, verificabile riga per riga, ed è il modo in cui una regola diventa qualcosa di più di un proposito.

Da non confondere

Quattro modi di stare fra più tradizioni

Con lo studio comparato. Confrontare due tradizioni con metodo, notandone somiglianze e differenze, è un mestiere e ha regole: è ciò che questa biblioteca cerca di fare. Il sincretismo non confronta, fonde, e fondere è precisamente l'operazione in cui le differenze spariscono invece di essere descritte.

Con la Tradizione primordiale. La voce corrispondente lo dice dall'altro lato, e vale la pena ripeterlo perché sorprende: l'impianto guénoniano è più severo di qualunque eclettismo. Se ciascuna tradizione è un adattamento completo, i suoi pezzi non sono intercambiabili con quelli di un'altra, e mescolare è vietato per ragioni di principio. Guénon accusa di sincretismo prima di chiunque.

Con l'inculturazione. Quando una tradizione entra in una cultura nuova assume forme locali, e questo è avvenuto ovunque: il cristianesimo in Europa ha assorbito calendari e luoghi preesistenti, il buddhismo in Cina ha parlato con parole taoiste. È un processo storico che gli studiosi descrivono senza scandalo, e chiamarlo sincretismo nel senso polemico significa rimproverare a una tradizione di essere viva.

Con l'ospitalità. Leggere con rispetto un autore di una tradizione che non è la propria, lasciarsi cambiare da lui, e non pretendere di aver capito tutto: è ciò che questa biblioteca chiede di fare, e non è sincretismo perché non richiede di fondere nulla. Il segnale di riconoscimento è semplice: chi ospita sa dire in che cosa il proprio ospite non è d'accordo con lui.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

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