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Athanor · Lessico · Secondo anello · Gnosi · per contrasto

Gnosi

γνῶσιςgrecognōsis, «conoscenza»


Due significati da tenere distinti. In senso ampio: conoscenza diretta e trasformante, opposta al sapere solo nozionale. In senso storico: le correnti dei primi secoli (Valentino, i testi di Nag Hammadi) per cui il mondo materiale è opera di un demiurgo inferiore, l'uomo custodisce una scintilla divina prigioniera, e la salvezza è liberazione dalla materia. La biblioteca la studia per contrasto: il suo dualismo illumina per negazione la via della trasfigurazione, e mostra che cosa il centro di Athanor non è.

DualismoDemiurgoScintilla divina (nella Gnosi)Trasfigurazione

Dove lavoraMappa delle tradizioni (Gnosi) · Saggio sul Cristo cosmico, parte 3 · Timeline (corsia della Gnosi)

Nel laboratorioAnno II · Anno III


La parola

Il greco ha due parole per conoscere, e questa è la seconda

Il greco distingue ciò che l'italiano tiene insieme. Epistḗmē è il sapere che si può dimostrare, insegnare, mettere in proposizioni: la conoscenza di qualcosa. Gnôsis è l'altra, e il verbo da cui viene, gignṓskō, si usa per riconoscere una persona, accorgersi di chi si ha davanti, sapere per averlo incontrato.

La differenza si vede in un uso che le traduzioni imbarazzate coprono: nella Bibbia greca lo stesso verbo dice il rapporto fra due sposi. Conoscere, in quel registro, non è raccogliere informazioni su qualcuno, è essere stati in rapporto con lui. Da qui viene la qualità che la definizione breve chiama trasformante, e non è una qualità aggiunta per devozione: è grammaticale. Da un'informazione si può uscire uguali, da un incontro no.

Questo spiega anche perché la parola sia potuta diventare il nome di un movimento. Chi dice di avere la gnôsis non dice di avere più nozioni degli altri: dice di aver riconosciuto qualcosa, e il riconoscimento riguarda anzitutto se stessi. La formula più antica che ne abbiamo lo mette in fila con una precisione da questionario.

Ancorato ai testi

Ciò che libera è la conoscenza di chi eravamo e che cosa siamo diventati; dove eravamo e dove siamo stati gettati; verso dove corriamo e da che cosa siamo riscattati; che cosa è la nascita e che cosa la rinascita.parafrasi dichiarata dagli Estratti da Teodoto raccolti da Clemente Alessandrino, 78, 2: una formula valentiniana conservata da un autore che non la condivideva. Nessuno dei sei termini riguarda il mondo: riguardano tutti la posizione di chi domanda

Dove nasce

Fino al 1945 li conoscevamo solo dai loro avversari

Va detto subito, perché cambia il valore di tutto quello che si legge in proposito. Per diciotto secoli la gnosi antica è stata nota quasi esclusivamente attraverso le confutazioni: Ireneo di Lione, Ippolito, Epifanio, che citano per demolire. Sono fonti preziose e sono ostili, e nessuno sa quanto abbiano semplificato, unificato o caricato dottrine che forse non erano un blocco unico.

Nel dicembre del 1945, presso Nag Hammadi, nell'alto Egitto, un contadino che scava concime trova una giara sigillata con dentro tredici codici di papiro: cinquantadue testi, in copto, del quarto secolo, traduzioni di originali greci più antichi. Per la prima volta quelle correnti parlano con la propria voce. Il quadro che ne esce è meno sistematico e più vario di quello dei confutatori: non una dottrina, una famiglia di dottrine che non concordano tra loro.

Anche il nome è recente. «Gnosticismo» non è una parola antica: la conia l'erudizione inglese del Seicento, e dice più della categoria di chi classifica che dei classificati. Nel 1966, a Messina, un convegno di studiosi propose di distinguere due usi: gnosticismo per i movimenti storici dei primi secoli, gnosi per l'atteggiamento conoscitivo che li attraversa e che si ritrova altrove. La proposta non ha vinto del tutto, ma è esattamente la distinzione che la definizione breve di questo lessico fa in apertura, e vale la pena sapere che ha una data e un luogo.

Come la legge questa biblioteca

Studiata per contrasto, che è un uso e non una condanna

Il saggio dedicato svolge l'argomento per esteso. Qui basta chiarire che cosa significhi, nel linguaggio della mappa, che una tradizione entra «per contrasto», perché è la formula che questa voce porta e l'unica del suo genere in tutto il lessico.

Uno specchio mostra la stessa struttura da un'altra cultura. Un contrasto illumina per negazione: la via si vede meglio perché se ne ha davanti una che, sullo stesso terreno, ha scelto il contrario. La gnosi e la via della trasfigurazione condividono quasi tutto il vocabolario, la scintilla, la caduta, il risveglio, il ritorno; e divergono in un punto solo, che è dove va a finire il corpo. Là si esce, qui si trasforma.

Per contrasto non vuol dire contro. Una biblioteca che tenesse solo gli autori con cui è d'accordo produrrebbe lettori incapaci di riconoscere una differenza quando la incontrano, e la maggior parte delle cose che circolano oggi sotto il nome di spiritualità sono impasti in cui i due impianti stanno mescolati senza che nessuno se ne accorga. Chi ha letto la gnosi con attenzione riconosce il dualismo anche quando si presenta con un altro nome, e questo è il servizio che la voce rende.

Da non confondere

Quattro conoscenze

Fra i due sensi della parola stessa. È la confusione più produttiva di equivoci, e la definizione breve la disinnesca in apertura. In senso ampio la gnosi è un modo di conoscere, e in quel senso ce n'è nella mistica cristiana, nel Vedanta e altrove. In senso storico è un insieme di correnti dei primi secoli con dottrine precise sul demiurgo e sulla materia. Dire «gnosi» senza specificare quale porta a leggere un autore devoto come se fosse valentiniano.

Con l'esoterismo in generale. L'esoterismo è una modalità di trasmissione, riguarda a chi si dice una cosa e come. La gnosi è una dottrina, con contenuti determinati e verificabili nei testi. Non tutto ciò che è riservato è gnostico, e la maggior parte delle correnti che questa biblioteca custodisce non lo è.

Con l'agnosticismo. La parentela è solo tipografica, e in più è per antitesi: a-gnostos vuol dire non conoscibile. L'agnostico sospende il giudizio, lo gnostico afferma di aver riconosciuto. Fra le due posizioni non c'è nemmeno una somiglianza di struttura.

Con l'intuizione. Nel linguaggio corrente si chiama «conoscenza gnostica» qualunque sapere non discorsivo: sentire che una cosa è così. La gnôsis dei testi ha un contenuto determinato, che la formula degli Estratti elenca in sei punti, e chi ce l'ha sa dire di che cosa si tratta. Un'impressione senza contenuto non è quella conoscenza: è un'impressione.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

Vedilo nel lessico →
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