Con la coincidenza notevole. È l'uso corrente e la definizione breve dice che svuota il termine. Pensare a qualcuno e riceverne un messaggio è, con ogni probabilità, quello che statisticamente deve accadere a chiunque pensi a molte persone e ne riceva molti messaggi. Il concetto di Jung richiede la sproporzione, e la sproporzione va valutata, non sentita.
Con un segno. Un segno presuppone qualcuno che lo manda, e quindi una causa, per quanto non fisica. La sincronicità è definita proprio dall'assenza di causa in entrambe le direzioni: nessuno ha disposto che quelle due cose accadessero insieme. Chi legge una coincidenza come un messaggio ha reintrodotto la causalità sotto un altro nome, e sta facendo qualcosa che il concetto esclude.
Con la profezia. Il concetto non dice nulla sul futuro e non consente previsioni. Vale per un fatto avvenuto, e si riconosce a cose fatte. Ogni uso che serva a decidere, del tipo «questa coincidenza mi dice che devo fare così», sta chiedendo al termine una funzione che non ha.
Con la qualità del tempo. Sono parenti stretti e vanno tenuti distinti per direzione. La qualità del tempo è una tesi sul momento: ogni istante ha una sua indole, leggibile, e ciò che accade insieme accade insieme perché condivide quell'indole. La sincronicità è una tesi su una coppia di eventi, e non richiede che il tempo sia strutturato. La prima è più ampia e più antica, e la seconda si può leggere come un suo caso particolare formulato con gli strumenti del Novecento.