Con il Gesù storico. La ricerca storica sul personaggio, che ha due secoli e continua, si occupa di che cosa sia documentabile di un uomo vissuto in Galilea. È un lavoro legittimo e con metodi propri, e riguarda un'altra domanda: qui non si tratta di ciò che si può ricostruire, ma di ciò che quell'evento sarebbe. Le due indagini non si contraddicono e non si sostituiscono.
Con la figura morale. La riduzione a maestro di morale, esempio di bontà, riformatore sociale è la lettura ottocentesca liberale, ed è quella che la definizione breve esclude per prima. Non è ostile e non è falsa nei fatti che riporta: è che toglie all'affermazione tutto ciò che aveva di scandaloso, e ciò che resta non spiega perché qualcuno si sia fatto uccidere per essa.
Con il Cristo della teologia istituzionale. La definizione breve lo distingue, e conviene precisare che non significa contrapposizione. Le formule conciliari, due nature in una persona, dicono cose precise e sono il risultato di secoli di lavoro sul problema. Questa biblioteca non le nega e non le usa come cornice: lavora sul registro cosmico, che è documentato negli stessi testi e ha una tradizione propria.
Con una forza impersonale. Il vocabolario di «energia cristica» diffuso nella spiritualità contemporanea prende il registro cosmico e ne toglie la persona e la storia, ottenendo un principio universale disponibile a chiunque. È l'operazione opposta a quella della riduzione morale, e produce lo stesso risultato: toglie lo scandalo. La voce sull'Incarnazione spiega perché quello scandalo, in questo impianto, non sia un accessorio.