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Athanor · Lessico · Primo anello · Alchimia

Trasmutazione

latinotransmutatio, «mutamento di natura»


Nel lessico alchemico, il mutamento di natura dei metalli vili in oro; nella lettura interiore della biblioteca, la trasformazione dell'uomo intero attraverso il lavoro paziente su di sé. Da tenere distinta dalla trasfigurazione del centro cristologico: la trasmutazione è il registro dell'Opera, immagine e disciplina del processo; la trasfigurazione è il fatto cosmico che il centro afferma. Il sito le accosta senza identificarle.

TrasfigurazioneGrande Opera

Dove lavoraMappa delle tradizioni (Alchimia) · Il percorso e chi lo cura


La parola

Non cambiare aspetto: cambiare specie

Trans-mutatio: mutamento attraverso, di là. Il prefisso fa tutto il lavoro. Una mutatio è un cambiamento qualunque, e le cose cambiano di continuo senza smettere di essere quello che sono: l'acqua si scalda, il ferro arrugginisce, un uomo invecchia. Una trans-mutazione attraversa un confine: ciò che era di una specie diventa di un'altra.

Nel vocabolario aristotelico che il Medioevo aveva ereditato, la distinzione è tecnica e pesantissima. Ogni cosa è materia informata da una forma sostanziale, ed è la forma a dire che cosa la cosa è. Cambiare le qualità accidentali, colore, peso, temperatura, è facile e non tocca l'identità. Cambiare la forma sostanziale significa distruggere un ente e farne un altro, e le sole cose di cui la natura lo faccia abitualmente sono la generazione e la corruzione dei viventi.

La pretesa alchemica è dunque enorme e lo sa: sostiene che l'arte possa fare, per i metalli, ciò che la natura fa solo per i viventi. Ed è su questa pretesa che si combatte, per quattro secoli, la controversia sulla legittimità dell'alchimia.

Ancorato ai testi

Sappiano gli artefici dell'alchimia che le specie delle cose non si possono mutare.parafrasi dichiarata dal passo latino noto come Sciant artifices, che circolava sotto il nome di Avicenna e fu la principale autorità contro l'alchimia in tutta la scolastica. Gli alchimisti risposero per secoli sostenendo che il passo negasse solo l'apparenza del mutamento, non il mutamento; la discussione ha prodotto più letteratura di quasi ogni altra questione della disciplina

Dove nasce

Una disciplina che ha dovuto difendersi in tribunale

La controversia non resta accademica. Nel 1317 papa Giovanni XXII promulga una costituzione contro gli alchimisti, e vale la pena leggerne il titolo, che è già l'argomento: Spondent quas non exhibent, promettono ciò che non danno. L'accusa non è di eresia ma di frode: si fabbrica oro falso e lo si spende. La pena riguarda il conio, non la dottrina.

È una precisazione che cambia il quadro. L'alchimia non è stata perseguitata come dottrina proibita, se non marginalmente: è stata perseguitata come truffa, e in molti casi lo era. La letteratura del genere è piena di avvertimenti contro i «soffiatori», quelli che lavorano al mantice per arricchirsi, e i trattati seri li disprezzano più di quanto li disprezzino i loro nemici.

Da questa doppia pressione, filosofica e giudiziaria, nasce buona parte del carattere della letteratura alchemica: l'oscurità voluta, i nomi coperti, le ricette incomplete. Non è soltanto disciplina dell'arcano: è anche prudenza di chi sa di essere sorvegliato, e di chi non vuole che il proprio testo serva al primo falsario che lo trova.

Come la legge questa biblioteca

Il registro dell'Opera, tenuto separato dal fatto

La definizione breve fa una distinzione netta e vale la pena capire perché sia netta: la trasmutazione è il registro dell'Opera, immagine e disciplina del processo; la trasfigurazione è il fatto cosmico che il centro afferma. Il sito le accosta senza identificarle.

La ragione è di statuto, non di prudenza. La trasmutazione descrive che cosa accade a una materia sotto certe condizioni: è un processo, si ripete, e chi lo compie lo compie. La trasfigurazione, nel registro cristologico che questa biblioteca segue, non è un processo che qualcuno esegua: è un evento avvenuto una volta, che ha cambiato le condizioni per tutti gli altri. Identificarle significherebbe o ridurre l'evento a un processo, o promuovere il processo a evento, e in entrambi i casi si perde ciò che ciascuno dei due ha di proprio.

Ciò che la biblioteca prende dal registro alchemico è quindi la disciplina, e la parola è nella definizione breve. La trasmutazione insegna che una trasformazione reale ha bisogno di condizioni, di tempo, di un ordine, e che chi la compie non è il suo autore ma il suo custode. È una grammatica del lavoro, e in quanto tale si applica anche a chi della cristologia non voglia sapere nulla.

Resta la parte più difficile da tradurre e vale la pena nominarla senza risolverla. Nel vocabolario alchemico ciò che si trasmuta non migliora: diventa un'altra cosa, e ciò che era prima non c'è più. Applicato a una persona, questo è un pensiero severo, e non coincide con nessuna delle immagini rassicuranti che il linguaggio corrente usa per la crescita.

Da non confondere

Quattro cambiamenti

Con la trasfigurazione. Un processo eseguito e un evento accaduto, come si è visto. Un modo rapido di tenerle distinte: la trasmutazione ha un operatore, e la trasfigurazione no.

Con la reazione chimica. Una reazione ricombina elementi che restano quelli che erano: nulla cambia specie, e il ferro dopo la ruggine è ancora ferro legato a ossigeno. La trasmutazione pretende il contrario, ed è il motivo per cui la chimica moderna nasce anche negandola. Che poi la fisica del Novecento abbia mostrato che i nuclei si trasformano davvero è una curiosità storica e non una riabilitazione: quella trasformazione non ha nulla a che vedere con le operazioni descritte nei trattati.

Con la metamorfosi. Il bruco che diventa farfalla cambia forma e resta lo stesso individuo, con la stessa storia: è la trasformazione di un vivente lungo il proprio ciclo. La trasmutazione non conserva il soggetto, perché nel vocabolario tecnico ciò che aveva la forma di prima cessa. Metamorfosi e trasmutazione hanno la stessa aria e due grammatiche opposte.

Con la crescita personale. Nel linguaggio corrente si «trasmuta» il dolore in forza, la rabbia in energia, e così via. È un uso figurato gradevole in cui, di norma, nulla cambia specie: la persona resta quella e impara a usare meglio ciò che ha. Nel registro dell'Opera quella sarebbe una operazione minore, di quelle che i trattati distinguono dalla Grande proprio perché non attraversano nessun confine.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

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