La radice è צ־מ־צ, ts-m-ts, e nell'ebraico dei rabbini non significa ritirarsi. Significa stringere: restringere, ridurre alla misura esatta, non lasciare margine. Chi metzamtzem, nella lingua della Mishnah, è chi calcola con precisione. Da lì il verbo passa a un secondo senso, vicino e più fisico: concentrare, raccogliere in poco spazio ciò che ne occupava molto.
È in questo secondo senso che lo usa il midrash, e lo usa in una direzione opposta a quella che la parola prenderà. Dio, che i cieli dei cieli non contengono, stringe la propria presenza dentro il Tabernacolo, in un cubito quadrato fra i due cherubini. La contrazione è un avvicinarsi: farsi piccoli per stare in mezzo.
Ancorato ai testi
I cieli e i cieli dei cieli non ti contengono, e tu hai detto: mi faranno un santuario. Disse il Santo, benedetto egli sia: non secondo il tuo pensiero. Scenderò, e stringerò la mia presenza fra le assi, in un cubito quadrato.parafrasi dichiarata da Shemot Rabbah 34, 1; la stessa immagine ricorre in altri midrashim. Il verbo è צמצם, dalla radice che mille anni dopo darà il nome alla dottrina lurianica: qui però il movimento è di concentrazione dentro uno spazio, non di ritiro da esso
Luria prende quel verbo e ne rovescia il vettore. Non più il divino che si concentra in un luogo per abitarlo, ma il divino che si ritrae da un luogo per lasciarlo libero. La parola è la stessa, il movimento è contrario. Da qui la difficoltà di tradurla: «contrazione» conserva il verbo e perde la direzione, «ritiro» conserva la direzione e perde il verbo. Nessuna delle due è sbagliata, nessuna basta da sola, ed è la ragione per cui il lessico tiene la forma ebraica accanto all'italiana.
Con lei vengono due termini che quasi mai si traducono. Lo spazio lasciato libero ha un nome: tehiru, e nel vocabolario della scuola chalal ha-panui, il vuoto disponibile. Non è il nulla: è un luogo. E il ritiro non è mai completo: nello spazio resta un'impronta della luce che se n'è andata, il reshimu, come il profumo in un'ampolla vuotata. La misura di tutta la dottrina sta in questo dettaglio: se il ritiro fosse totale non ci sarebbe un mondo, ci sarebbe un'assenza.