Con l'avvio a una disciplina. È il senso corrente e la definizione breve lo esclude. Iniziare qualcuno al pianoforte significa insegnargli le prime cose; qui non si tratta di primi rudimenti ma di attraversare un confine, e chi lo ha attraversato non è più avanti degli altri: è altrove.
Con l'ammissione a un'organizzazione. Entrare in un ordine, prestare un giuramento, ricevere un grado sono fatti sociali, verificabili e reversibili. L'iniziazione di cui parlano le tradizioni non è un fatto sociale, e nelle fonti antiche chi era ammesso senza essere trasformato veniva considerato, dagli autori più severi, non iniziato affatto. Il rito è la condizione, non il risultato.
Con l'esperienza forte. Un'esperienza intensa può cambiare qualcuno e non è un'iniziazione: manca la struttura, cioè un prima e un dopo definiti da qualcosa che non sia il ricordo di chi l'ha vissuta. Le iniziazioni delle tradizioni hanno una forma, delle prove, un momento, dei testimoni, e questa forma è ciò che le distingue da un evento privato.
Con i riti di passaggio. Gli studi antropologici hanno mostrato che le società organizzano il passaggio da un'età all'altra con riti che hanno la stessa struttura in tre tempi, separazione, margine, aggregazione, e a volte si chiamano anche essi iniziazioni. Sono cose reali e importanti, e riguardano lo stato di una persona nella comunità. Le iniziazioni di cui parla questo lessico pretendono di riguardare qualcosa che con la comunità non ha rapporto, e la differenza fra cambiare posto fra gli uomini e cambiare condizione va tenuta ferma anche quando i riti si somigliano.