Salta al contenuto
Athanor · Lessico · Terzo anello · Filosofia perenne e mitologia comparata

Iniziazione

latinoinitium, «inizio, ingresso»


Nelle tradizioni, l'ingresso regolato in una conoscenza che trasforma, scandito per gradi e prove: tutt'altro che il significato corrente di semplice avvio a una disciplina. Il sito ne parla con sobrietà e da due lati: nella lettura steineriana, dopo l'Incarnazione il luogo dell'iniziazione si sposta dentro la coscienza di ognuno; per Guénon, senza catena di trasmissione non c'è iniziazione reale. La tensione tra le due posizioni è dichiarata, non risolta.

MisteriTrasmissione iniziaticaGuardiano della Soglia

Dove lavoraSaggio sull'attenzione, parte 1 · Saggio sul Cristo cosmico, parte 2

Nel laboratorioAnno III · Anno II


La parola

Entrare, e nient'altro

Initium è l'ingresso, l'entrata, e il verbo inire significa entrare dentro. Initiare vuol dire far entrare. La parola latina, presa da sola, non dice nulla di segreto, di elevato o di trasformante: dice soltanto che qualcuno viene ammesso in un luogo dove prima non stava.

Il senso pieno viene dal contesto in cui i romani usavano il termine, che è quello dei misteri: l'initiatio è l'ammissione ai riti di Eleusi o di Iside. E lì la parola acquista la caratteristica che conserverà: chi entra non viene informato di qualcosa, viene messo in una condizione. I misteri antichi non insegnavano dottrine, facevano vedere e fare cose, e i loro iniziati potevano dire di aver visto senza saper dire che cosa.

Ne segue la sfumatura che il senso corrente ha perduto per intero. Oggi «iniziare qualcuno a qualcosa» significa dargli i primi rudimenti, e l'accento è sul principiante. Nel senso antico l'accento è sulla soglia: non conta che si sia all'inizio, conta che si sia passati dall'altra parte. Un iniziato non è uno che ha cominciato: è uno che è dentro.

Ancorato ai testi

Beato chi, fra gli uomini della terra, ha veduto queste cose; ma chi non è iniziato ai riti e chi non ne ha parte non avrà mai una sorte simile, una volta morto, laggiù nella tenebra.parafrasi dichiarata dall'Inno omerico a Demetra, versi 480-482, che riguarda i misteri di Eleusi. È una delle poche testimonianze antiche che dica apertamente che cosa l'iniziazione garantisse, e si noti che riguarda ciò che accade dopo la morte, non una conoscenza da esibire in vita

Dove nasce

Due risposte alla stessa domanda, e nessuna concilia l'altra

La domanda che questa voce porta è semplice e non ha soluzione facile: che cosa rende reale un'iniziazione. Il sito, come dice la definizione breve, ne presenta due risposte e dichiara che la tensione resta.

La prima è quella di Guénon, e ha il pregio della verificabilità almeno formale: reale è ciò che viene da una catena effettiva. Chi non l'ha ricevuta non è iniziato, per quanto sappia, pratichi e senta. La forza di questa risposta è che mette un criterio esterno alla persona, e quindi non manipolabile da chi vorrebbe autocertificarsi.

La seconda è quella di Steiner, e sposta il luogo: dopo l'Incarnazione, dice, ciò che i misteri antichi facevano avvenire in un tempio può avvenire nella coscienza di chiunque compia un certo lavoro, e la via non passa più per una organizzazione. La forza di questa risposta è che rende conto di una cosa che l'altra fatica a spiegare: che le catene documentate sono poche, spesso interrotte, e che nel frattempo qualcosa nella storia dello spirito ha continuato ad accadere.

Le due non si conciliano, e i tentativi di conciliarle sono quasi sempre disonesti in un verso o nell'altro: si dice che Steiner avesse in realtà una catena, il che non risulta; o che Guénon parlasse in fondo di un fatto interiore, il che è il contrario di ciò che scrive. Questa biblioteca le tiene affiancate, e considera la loro tensione più istruttiva di qualunque sintesi.

Come la legge questa biblioteca

Sobrietà, che qui è una scelta editoriale precisa

La definizione breve dice che il sito ne parla con sobrietà, ed è il caso di dire da che cosa quella sobrietà difende.

Nessuna parola dell'esoterismo ha prodotto tanta millanteria quanto questa. Gradi, titoli, ammissioni, cerimonie di conferimento: attorno all'iniziazione si è costruita, negli ultimi due secoli, un'intera economia di distinzioni che ha in comune con i misteri antichi soltanto il nome. Il meccanismo è sempre lo stesso e funziona sempre: si offre a qualcuno di appartenere a una minoranza che sa, e in cambio si ottiene deferenza.

Da qui la sobrietà, che non è pudore ma difesa. Questa scuola non conferisce gradi, non ammette a nulla, e non ha niente da concedere che non sia il tempo di chi la fa. Le sue soglie sono quelle che il lavoro impone da sé: ci sono cose che non si capiscono prima di averne fatte altre, e quella è l'unica progressione che riconosce.

Resta che la parola ha un contenuto reale e vale la pena non buttarlo. C'è una differenza fra sapere una cosa e trovarsi dall'altra parte di essa, e le tradizioni che hanno usato questo termine la stavano nominando. Il lessico la tiene per questo, e la tiene con l'avvertenza che quella soglia, quando è reale, non rilascia certificati.

Da non confondere

Quattro ingressi

Con l'avvio a una disciplina. È il senso corrente e la definizione breve lo esclude. Iniziare qualcuno al pianoforte significa insegnargli le prime cose; qui non si tratta di primi rudimenti ma di attraversare un confine, e chi lo ha attraversato non è più avanti degli altri: è altrove.

Con l'ammissione a un'organizzazione. Entrare in un ordine, prestare un giuramento, ricevere un grado sono fatti sociali, verificabili e reversibili. L'iniziazione di cui parlano le tradizioni non è un fatto sociale, e nelle fonti antiche chi era ammesso senza essere trasformato veniva considerato, dagli autori più severi, non iniziato affatto. Il rito è la condizione, non il risultato.

Con l'esperienza forte. Un'esperienza intensa può cambiare qualcuno e non è un'iniziazione: manca la struttura, cioè un prima e un dopo definiti da qualcosa che non sia il ricordo di chi l'ha vissuta. Le iniziazioni delle tradizioni hanno una forma, delle prove, un momento, dei testimoni, e questa forma è ciò che le distingue da un evento privato.

Con i riti di passaggio. Gli studi antropologici hanno mostrato che le società organizzano il passaggio da un'età all'altra con riti che hanno la stessa struttura in tre tempi, separazione, margine, aggregazione, e a volte si chiamano anche essi iniziazioni. Sono cose reali e importanti, e riguardano lo stato di una persona nella comunità. Le iniziazioni di cui parla questo lessico pretendono di riguardare qualcosa che con la comunità non ha rapporto, e la differenza fra cambiare posto fra gli uomini e cambiare condizione va tenuta ferma anche quando i riti si somigliano.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

Vedilo nel lessico →
← Torna alla soglia di Athanor