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Athanor · Lessico · Primo anello · Mistica cristiana

Seelengrund

tedescoSeelengrund, «fondo dell'anima»


In Eckhart, il punto in cui il fondo dell'anima e il fondo di Dio sono un solo fondo: il luogo in cui accade la nascita del Verbo. Eckhart corre sul filo dell'eresia e lo sa; ma la sua posizione non è panteismo, è cristologia mistica. Il confronto classico con la non-dualità di Shankara, tracciato da Rudolf Otto, resta per la scuola uno specchio: due vette che si somigliano da lontano, da confrontare senza confonderle.

Nascita del Verbo nell'animaScintilla dell'animaAdvaitaAtman

Dove lavoraSaggio sul Cristo cosmico, parte 4 · Timeline (Meister Eckhart)

Nel laboratorioAnno I · Anno II


La parola

Il fondo di un recipiente, non un'astrazione

Grund, nel tedesco di Eckhart, non è ancora la parola filosofica che diventerà. È il fondo concreto delle cose: il fondo di un vaso, il letto di un fiume, il fondovalle, il terreno su cui si posa un edificio. Quando Eckhart dice grunt der sêle non sta nominando un principio, sta indicando il posto più basso di qualcosa: là dove si va a finire quando si è tolto tutto il resto.

La stessa famiglia di parole gli offre anche il suo contrario, e la mistica tedesca la percorrerà per intero. Abgrund, abisso, è alla lettera un via-dal-fondo, un fondo che manca; e nel Seicento Jacob Böhme farà il passo successivo coniando Ungrund, il non-fondo. Fondo, abisso, non-fondo: tre stazioni di una sola parola tedesca, e il pensiero si muove dentro il vocabolario prima che dentro i concetti.

Eckhart, del resto, sa di non avere il nome giusto, e lo dice.

Ancorato ai testi

Talvolta l'ho chiamato una rocca dell'anima, talvolta una luce dell'anima, talvolta ho detto che è una scintilla. Ma ora dico: non è né questo né quello.parafrasi dichiarata da Meister Eckhart, predica Intravit Iesus in quoddam castellum, dal medio alto tedesco. È il passo in cui Eckhart elenca i propri nomi falliti per la stessa cosa, e li ritira uno per uno: la moltiplicazione delle immagini non è ricchezza retorica, è il segno che nessuna tiene

Dove nasce

Un solo fondo, e il processo che ne segue

La formula che rende celebre la parola è di quattro sillabe tedesche: il fondo di Dio e il fondo dell'anima sono un solo fondo. Non due fondi che comunicano, non uno che rispecchia l'altro: uno. È la frase su cui si regge tutta la mistica renana ed è anche, prevedibilmente, la frase da cui viene il processo.

La bolla del 1329 censura ventotto proposizioni, e la difficoltà che le attraversa quasi tutte è sempre la stessa: dove finisce la creatura e dove comincia il creatore. Se il fondo è uno, la distinzione fra i due si assottiglia fino a un punto che un inquisitore non può lasciar passare. Eckhart, nella sua difesa, sostiene di essere stato letto male, e dal punto di vista tecnico ha un argomento: parla del fondo, non della persona, e il fondo non è la totalità dell'anima. Ma la formula, staccata dai distinguo, dice quello che sembra dire, e ha fatto la propria strada senza i distinguo.

Dopo di lui la parola cambia peso. Taulero la mette al centro della propria predicazione e la rende più maneggevole, quasi psicologica: il fondo diventa il luogo interiore in cui l'uomo va cercato sul serio, sotto le sue opere e i suoi sentimenti. È in questa forma addomesticata che Seelengrund arriva a Lutero, ai pietisti e poi al Novecento, e in questa forma la incontrano Rudolf Otto, che la confronta con Shankara, e la psicologia del profondo, che vi legge un antecedente.

Come la legge questa biblioteca

Se il fondo è uno, non c'è nessun posto dove andare

La conseguenza pratica di questa voce è la più importante del suo anello, e va detta per intero perché è controintuitiva. Se il fondo dell'anima e il fondo di Dio sono un solo fondo, allora nessun lavoro spirituale è un avvicinamento. Non c'è distanza da coprire e non c'è scala da salire: c'è solo materiale sopra, e il lavoro consiste nel toglierlo.

Questo cambia il criterio con cui si giudica una pratica. Un cammino che si pensa come avvicinamento si misura sui progressi, e chi non ne fa conclude di non essere adatto. Un cammino che si pensa come scoprimento non ha progressi da esibire: ha solo cose che si smette di mettere in mezzo, e il risultato, se arriva, non ha la forma di una conquista. La Gelassenheit è esattamente il gesto che questa struttura richiede, ed è la ragione per cui in Eckhart il togliere viene sempre prima dell'aggiungere.

Sul confronto con la non-dualità di Shankara, che il lessico segna come specchio, questa biblioteca tiene una posizione precisa. La somiglianza è reale e non va nascosta; ma in Shankara l'identità di atman e brahman è la verità ultima, e la distinzione è ignoranza da dissolvere. In Eckhart il fondo è uno e la creatura resta creatura: è cristologia, non identità, e il luogo in cui l'unità accade è la nascita del Verbo, cioè un evento e non uno stato di cose. Due vette che da lontano hanno lo stesso profilo, e da vicino due geologie diverse.

Da non confondere

Quattro fondi

Con l'inconscio. Il parallelo è antico e lo hanno fatto in molti, Jung compreso. Ma l'inconscio è uno strato della psiche, ha contenuti, ha una storia, e la sua profondità è misurata rispetto alla coscienza di un individuo. Il fondo di Eckhart non ha contenuti e non è uno strato: è il punto in cui la psiche di quell'individuo finisce. Chiamarlo inconscio significa reinserirlo dentro la persona, che è precisamente ciò che la dottrina nega.

Con il vero sé. È la lettura corrente, ed è comoda: sotto le maschere ci sarebbe chi siamo davvero. Il fondo eckhartiano non è chi siamo davvero, perché non è nostro. La formula dice che è un solo fondo con quello di Dio, e un fondo condiviso non può essere la nostra autenticità. Chi ci arriva cercando se stesso trova, nel migliore dei casi, qualcosa che non gli somiglia.

Con la scintilla dell'anima. Eckhart usa i due termini spesso come se fossero intercambiabili, e nel passo citato qui sopra li ritira entrambi. Vale la pena tenerli distinti lo stesso, perché le immagini fanno cose diverse: la scintilla è un qualcosa, per quanto minimo, e ha acceso il processo che porterà alla condanna; il fondo non è un qualcosa, ed è per questo che regge meglio.

Con l'Ungrund di Böhme. Böhme prende la parola e le toglie il fondo: il suo non-fondo non è il punto più basso dell'anima ma ciò che precede ogni distinzione, prima che ci siano anime. Il Seelengrund è un luogo dell'antropologia, l'Ungrund è un momento della cosmogonia. La stessa radice tedesca, due piani diversi del discorso.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

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