La definizione breve contiene la formula più netta che questo lessico usi, ed è il caso di riprenderla: leggere una tradizione come proiezione della psiche la rende accessibile e nello stesso gesto la riduce; la scuola non vuole dimenticare il secondo effetto mentre gode del primo.
Il pedaggio è questo. Una tradizione afferma qualcosa sul reale: che gli dèi ci siano, che il mondo abbia una struttura, che un evento sia accaduto. Tradotta in linguaggio psicologico, l'affermazione diventa una descrizione di come la mente umana funziona, e l'affermazione originale non viene confutata: viene messa fra parentesi, e la parentesi non si riapre mai. Chi legge la Kabbalah come mappa dell'inconscio ha ottenuto un testo utilissimo e ha smesso di poter chiedere se sia vero.
La cosa notevole è che questo non è un difetto della psicologia analitica: è ciò che ogni traduzione fa. Il vocabolario in cui si traduce decide che tipo di cosa sia ciò che si traduce, e non esiste un vocabolario neutro. Questa biblioteca lo dichiara ogni volta che può, e questa voce è il luogo dove la cosa si vede meglio.
Nel linguaggio della mappa, il rapporto fra inconscio collettivo e simbolismo tradizionale è di specchio: due spiegazioni delle stesse ricorrenze, una che le colloca nella struttura della mente e una che le colloca nella struttura del reale. Chi tratta la prima come la spiegazione della seconda ha preso una posizione metafisica, e ha il diritto di prenderla: ha il dovere di sapere di averla presa.