Adam, in ebraico, significa uomo, e non un uomo in particolare: è il termine collettivo per il genere umano. Il legame con adamah, il suolo, la terra rossa, è dichiarato dal racconto stesso, che lo fa modellare da quella. In italiano si potrebbe rendere con «il terrestre», e si perderebbe il nome proprio che non c'era.
Nei primi capitoli della Genesi il testo usa quasi sempre l'articolo, ha-adam, l'uomo, e il passaggio a nome proprio avviene per gradi e non è sempre chiaro dove. Chi legge in ebraico incontra dunque, per molte pagine, non la biografia di un individuo ma il racconto di che cosa sia l'essere umano.
Questo rende leggibile la figura di cui parla questa voce. Se Adam è l'uomo, allora dire che ce n'è un secondo non significa dire che nasce un altro individuo: significa dire che c'è un secondo modo di essere uomo. Paolo lo formula così, e Böhme lo riprende da lui.
Ancorato ai testi
Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente; l'ultimo Adamo, spirito che dà vita. Il primo uomo viene dalla terra ed è di terra; il secondo uomo viene dal cielo.parafrasi dichiarata dalla Prima lettera ai Corinzi 15, 45-47. Si noti che Paolo scrive «ultimo» e non «secondo»: la formula corrente unisce due espressioni sue, e l'aggettivo originale dice che dopo non ce n'è un terzo