Il microcosmo non è rimasto un'immagine da trattato: è stato per secoli il fondamento operativo di una pratica, ed è questo che lo distingue dalle altre grandi analogie della tradizione.
Il ragionamento è breve e ha conseguenze lunghe. Se l'uomo è disposto secondo la stessa disposizione del mondo, allora le parti del mondo corrispondono alle parti dell'uomo; se corrispondono, ciò che sta in una pianta o in un minerale ha un rapporto con ciò che sta in un organo; e se quel rapporto c'è, la forma esterna di una cosa può indicare a che cosa serva. È la dottrina delle segnature, che Paracelso porta al centro della propria medicina e che attraverserà l'erboristeria europea per due secoli.
Va detto con onestà quale sia stato l'esito. Come metodo per trovare rimedi, le segnature hanno funzionato molto male: la forma di una foglia non predice le sue proprietà, e la medicina moderna nasce anche smontando quel principio. Come impianto teorico, però, hanno tenuto insieme per secoli una pratica coerente, e hanno prodotto l'idea che il corpo vada letto e non solo riparato, che non è caduta con esse.
La stessa dottrina passa, per altre vie, in Agrippa e nella magia naturale rinascimentale, e di lì nell'astrologia medica con la sua mappa di segni assegnati alle parti del corpo. Ed è la struttura che ritorna, senza rapporto storico dimostrabile, nell'Adam Kadmon della Kabbalah: l'albero delle Sefirot vale per il cosmo e per l'uomo perché sono la stessa figura.