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Athanor · Lessico · Primo anello · Alchimia

Microcosmo

grecomikrós kósmos, «piccolo mondo»


L'uomo come compendio del cosmo: «composto di tutte le cose del cielo, della terra e dell'abisso», scrive Böhme; l'idea è centrale anche in Paracelso e Agrippa. Se l'uomo è microcosmo, la sua redenzione non lo strappa al mondo: lo rende il luogo dove il mondo intero viene ricondotto all'equilibrio. È il fondamento antropologico della via della trasfigurazione.

CorrispondenzeSecondo AdamTrasfigurazione

Dove lavoraLa voce in «Il corpo sottile» ↗ · Saggio sul Cristo cosmico, parte 3

Nel laboratorioAnno II · Anno III


La parola

Un piccolo ordine, non un piccolo universo

Kósmos, in greco, non significa in origine universo: significa ordine, disposizione conveniente, e per estensione ornamento. È la parola da cui viene cosmetica. Che sia diventata il nome del mondo è già una tesi: chiamare kósmos il tutto vuol dire affermare che il tutto è ordinato, e la tradizione attribuisce quella scelta ai pitagorici.

Ne segue che mikròs kósmos non dice «piccolo universo» ma «piccolo ordine»: non che l'uomo contenga tutte le cose in miniatura, ma che sia disposto secondo la stessa disposizione. La somiglianza non è di inventario, è di struttura, ed è la stessa distinzione che la voce sulle corrispondenze fa a proposito del sicut della Tavola di Smeraldo.

L'espressione compare presto: Aristotele la usa di passaggio, come una cosa che i suoi lettori già conoscono, e la tradizione la fa risalire più indietro. Il latino la renderà con minor mundus, e l'aggettivo comparativo, minore, è più esatto del nostro superlativo micro: non piccolissimo, più piccolo rispetto a un altro con cui si confronta.

Ancorato ai testi

Chi vuole conoscere l'uomo deve conoscere il cielo e la terra: perché l'uomo non è altro che il cielo e la terra riuniti in una forma piccola, e il medico che non conosce il grande mondo non conosce il piccolo.parafrasi dichiarata dall'impianto che Paracelso espone in più luoghi della sua opera medica. Non è un'immagine devota: è la giustificazione teorica del suo metodo, e la ragione per cui pretendeva che un medico studiasse astronomia e mineralogia

Dove nasce

La dottrina che ha reso possibile una medicina

Il microcosmo non è rimasto un'immagine da trattato: è stato per secoli il fondamento operativo di una pratica, ed è questo che lo distingue dalle altre grandi analogie della tradizione.

Il ragionamento è breve e ha conseguenze lunghe. Se l'uomo è disposto secondo la stessa disposizione del mondo, allora le parti del mondo corrispondono alle parti dell'uomo; se corrispondono, ciò che sta in una pianta o in un minerale ha un rapporto con ciò che sta in un organo; e se quel rapporto c'è, la forma esterna di una cosa può indicare a che cosa serva. È la dottrina delle segnature, che Paracelso porta al centro della propria medicina e che attraverserà l'erboristeria europea per due secoli.

Va detto con onestà quale sia stato l'esito. Come metodo per trovare rimedi, le segnature hanno funzionato molto male: la forma di una foglia non predice le sue proprietà, e la medicina moderna nasce anche smontando quel principio. Come impianto teorico, però, hanno tenuto insieme per secoli una pratica coerente, e hanno prodotto l'idea che il corpo vada letto e non solo riparato, che non è caduta con esse.

La stessa dottrina passa, per altre vie, in Agrippa e nella magia naturale rinascimentale, e di lì nell'astrologia medica con la sua mappa di segni assegnati alle parti del corpo. Ed è la struttura che ritorna, senza rapporto storico dimostrabile, nell'Adam Kadmon della Kabbalah: l'albero delle Sefirot vale per il cosmo e per l'uomo perché sono la stessa figura.

Come la legge questa biblioteca

Il fondamento antropologico della via

La definizione breve dice che questa voce è il fondamento antropologico della via della trasfigurazione, e l'affermazione è più forte di quanto sembri. Vale la pena svolgerla.

Le vie che questa biblioteca custodisce si dividono, alla fine, su una sola domanda: che cosa accade al mondo quando qualcuno si trasforma. Se l'uomo è un frammento di spirito capitato in un corpo, la sua salvezza è la sua e il mondo resta dov'era: è la risposta della gnosi. Se l'uomo è un piccolo ordine che ha la stessa disposizione del grande, allora rimettere in ordine il piccolo è un modo di lavorare sul grande, e la sua trasformazione non è un fatto privato.

È esattamente la struttura che la voce sul tikkun descrive in un'altra casa: atti ordinari che riparano un cosmo. Le due dottrine non hanno rapporti storici stretti e arrivano alla stessa conseguenza per due strade, e il lessico segna fra loro una convergenza strutturale.

Resta un'avvertenza che questa biblioteca deve a se stessa. Dall'idea che l'uomo rifletta il cosmo si passa con troppa facilità all'idea che il cosmo ruoti attorno all'uomo, e la seconda non discende dalla prima. Uno specchio non è più importante di ciò che riflette. La dottrina dice che l'uomo ha la stessa struttura del mondo, il che lo rende leggibile e responsabile, non centrale.

Da non confondere

Quattro somiglianze fra l'uomo e il mondo

Con l'analogia poetica. Dire che il cuore è come il sole è un paragone, e il paragone lo fa chi parla. La dottrina del microcosmo sostiene che la corrispondenza ci sia indipendentemente da chi la enuncia, ed è per questo che ha potuto fondare una pratica: da un paragone non si ricavano ricette.

Con l'antropocentrismo. Come si è visto, sono due tesi diverse e la seconda non segue dalla prima. Il microcosmo dice che l'uomo ha la forma del tutto; l'antropocentrismo dice che il tutto è per l'uomo. Le tradizioni che tengono la prima e rifiutano la seconda esistono e sono numerose.

Con «l'uomo misura di tutte le cose». La formula di Protagora dice qualcosa di quasi opposto: che le cose sono come appaiono a ciascuno, e che non c'è una misura oltre il soggetto. Il microcosmo presuppone al contrario una misura oggettiva, il grande ordine, di cui l'uomo è una copia. Una fonda il relativismo, l'altra lo esclude.

Con «siamo fatti di polvere di stelle». La formula moderna è vera e dice un'altra cosa: che gli atomi del nostro corpo si sono formati nelle stelle. È un'affermazione sulla composizione materiale, e la dottrina del microcosmo non riguarda la composizione ma la disposizione. Due corpi possono essere fatti della stessa materia e non avere alcuna somiglianza di struttura, che è ciò di cui qui si parla.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

Vedilo nel lessico →
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