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Athanor · Lessico · Primo anello · Mistica cristiana

Scintilla dell'anima

tedesco medievaleFünklein, «piccola scintilla» (Eckhart)


L'immagine di Eckhart per ciò che nell'anima non è mai stato toccato dal peccato né dal tempo. Da non confondere con la scintilla divina della Gnosi, malgrado l'immagine identica: là la scintilla è prigioniera della materia e deve fuggirne, qui è il punto in cui il divino nasce dentro la vita. Stessa figura, vettore opposto: un esempio da manuale di perché i rimandi tra tradizioni chiedono disciplina.

Scintilla divina (nella Gnosi)Seelengrund

Dove lavoraLa voce in «Il corpo sottile» ↗ · Saggio sull'attenzione, parte 3

Nel laboratorioAnno II · Anno I


La parola

Da un errore di copiatura, un termine tecnico

Il latino la chiama scintilla animae, il tedesco di Eckhart vünkelîn, che è un diminutivo: non una scintilla, una scintilletta. Ma il termine tecnico della teologia latina è un terzo, ed è una parola greca che quasi nessuno usa più: synderesis.

Girolamo, commentando la visione di Ezechiele, assegna alle quattro figure viventi quattro parti dell'uomo, e all'aquila quella che i greci chiamano synteresis: la scintilla della coscienza che non si spense nemmeno nel petto di Caino. La parola è probabilmente una corruzione di syneidesis, coscienza, entrata in circolazione per un incidente di trasmissione; ma tanto basta, e per mille anni la scolastica discute della synderesis come di una facoltà. Tommaso e Bonaventura vi dedicano pagine attente: è l'abito naturale che conosce i primi principi morali, ciò che nell'uomo non si corrompe mai del tutto.

Vale la pena fermarsi su questo, perché è il punto in cui Eckhart fa la sua mossa. Riceve una parola che appartiene alla teologia morale, una specie di bussola interiore che riconosce il bene, e la sposta di piano: nelle sue prediche la scintilla non è più ciò che nell'uomo sa distinguere il bene, è ciò che nell'uomo non è stato creato. Un termine dell'etica diventa un termine della metafisica, e la differenza fra i due usi è esattamente la distanza che lo porta davanti a un tribunale.

Dove nasce

La frase che Eckhart ammise di aver predicato

La bolla In agro dominico, del marzo 1329, chiude il processo di Colonia. Censura ventotto proposizioni: le prime quindici come eretiche, le successive undici come sospette e temerarie. In coda ne aggiunge altre due, e su queste il documento dice una cosa che sulle altre non dice: che Eckhart ne ha riconosciuto la paternità.

Ancorato ai testi

Vi è nell'anima qualcosa che è increato e increabile; se tutta l'anima fosse tale, sarebbe increata e increabile: e questo è l'intelletto.parafrasi dichiarata dalla bolla In agro dominico di Giovanni XXII, 27 marzo 1329, fra le proposizioni finali: quelle che il documento dichiara riconosciute da Eckhart come proprie. La condizionale al centro («se tutta l'anima fosse tale») è la sua difesa e il suo problema insieme

La proposizione mostra bene dove sta il nervo. Dire che nell'anima c'è qualcosa di increato significa dire che una parte dell'uomo non è stata fatta, e quindi che in quel punto la distinzione fra creatore e creatura non regge. Eckhart si difende con la condizionale: non dice che l'anima è increata, dice che c'è in essa un qualcosa, e che quel qualcosa non è tutta l'anima. È una difesa tecnicamente valida, e non basta: una volta pronunciata, la frase circola senza la sua clausola.

Da lì in avanti la scintilla ha due destini paralleli. Continua a vivere nella predicazione renana, con Taulero e con Suso, che la maneggiano con più cautela; e diventa, per chi processa i mistici nei secoli successivi, il segnale d'allarme per eccellenza. Ogni volta che qualcuno dice che in fondo all'anima c'è qualcosa che Dio non ha fatto, si riapre lo stesso fascicolo.

Come la legge questa biblioteca

Un'immagine che è servita a troppe cose

La scintilla è la figura che, in tutto il lessico, ricorre in più tradizioni con l'aspetto più simile e il significato più diverso. Sta in Eckhart, sta nella Gnosi, sta nella Kabbalah lurianica come nitzotzot, sta nel neoplatonismo come residuo della luce dell'Uno, e nell'Ottocento diventa il luogo comune di ogni spiritualismo. È il caso da manuale del perché in questa biblioteca i rimandi fra tradizioni non affermano mai equivalenza.

La ragione della somiglianza, del resto, non è misteriosa: la scintilla è ciò che resta di un fuoco, è piccolissima e non si spegne. Tradizioni che non si sono parlate arrivano alla stessa immagine perché l'immagine è disponibile a chiunque abbia mai guardato un focolare. Che due dottrine usino la stessa figura dice qualcosa sulla figura, non sulle dottrine.

Elaborazione del curatore

Tengo questa voce anche come esercizio di metodo, e la userei come prova d'ingresso. Metto davanti a qualcuno quattro passi che parlano di una scintilla nell'anima, uno gnostico, uno eckhartiano, uno lurianico e uno di manuale ottocentesco, e chiedo di dire che cosa faccia la scintilla in ciascuno. Chi risponde «è la stessa cosa detta in modi diversi» non ha ancora cominciato. La disciplina di cui parla tutta questa biblioteca è la capacità di tenere separate quattro cose che si somigliano moltissimo.nota curatoriale della biblioteca Ascesa

Da non confondere

Quattro scintille, di nuovo

Con la scintilla divina della Gnosi. La voce breve lo dice e conviene precisarlo: là la scintilla è lo gnostico stesso, il suo vero sé caduto in un mondo estraneo, e il compito è farla uscire. In Eckhart non c'è nulla da cui uscire, perché il mondo non è una prigione ma il luogo dove si lavora, e la scintilla non è il sé: è il punto in cui il sé finisce. Stessa figura, vettore opposto.

Con le nitzotzot lurianiche. Quelle sono innumerevoli e stanno nelle cose, non nelle persone; questa è una e sta nell'anima. Quelle sono frammenti di un incidente e vanno raccolte; questa non è caduta da nessuna parte e non va raccolta, va scoperta. Il lessico segna uno specchio, e la distanza fra i due usi è quanto separa una cosmologia da un'antropologia.

Con la coscienza morale. È il senso originario, quello di Girolamo e della scolastica, e non è sbagliato: è un'altra cosa. La synderesis dei manuali sa che il bene va fatto; la scintilla di Eckhart non sa niente, perché non è una facoltà conoscitiva del soggetto. Quando in un testo medievale si incontra la parola, la prima domanda utile è di quale dei due autori si stia leggendo il vocabolario.

Con il fondo dell'anima. Eckhart li usa spesso come sinonimi e altrettanto spesso li ritira entrambi. La differenza che vale la pena tenere è che la scintilla è un qualcosa, e un qualcosa si può dire increato e finire in una bolla papale; il fondo non è un qualcosa, e per questo ha attraversato i secoli con meno incidenti.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

Vedilo nel lessico →
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