Con le persone della Trinità. È l'omonimia più insidiosa di tutto il lessico, perché è la stessa parola greca usata da autori che si leggevano fra loro. Ma le tre ipostasi plotiniane sono ordinate per grado e la seconda procede dalla prima essendo inferiore; le tre trinitarie sono di pari dignità e non c'è un più e un meno. Chi porta lo schema neoplatonico dentro la Trinità ottiene una gerarchia, e quella gerarchia ha un nome preciso nella storia dei concili: è la posizione che è stata condannata.
Con l'emanazione. Le ipostasi sono i livelli, l'emanazione è il modo in cui si generano. Uno è una fotografia, l'altro un movimento. Il lessico li tiene come due voci perché si possono avere gradi del reale senza dottrina emanativa, e viceversa.
Con i piani dell'esoterismo moderno. Fisico, eterico, astrale, mentale: le tavole ottocentesche e novecentesche moltiplicano i livelli e li descrivono come regioni, con abitanti e paesaggi. Le ipostasi non sono luoghi e non hanno abitanti: sono gradi di consistenza dello stesso reale, e non si visitano. La differenza è che un piano si può percorrere, un grado di realtà no.
Con la sostanza di Aristotele. La ousía aristotelica è ciò che un ente è, e sta sempre in un ente determinato: questo cavallo, quest'uomo. L'ipostasi plotiniana non è la sostanza di qualcosa, è un livello in cui stanno tutte le cose di quel grado. Confonderle riporta il neoplatonismo dentro un vocabolario che era stato costruito apposta per uscirne.