L'aggettivo non è ornamentale e ha un contrario preciso. Se un pensiero è vivente, un altro è morto: e ciò che nel vocabolario di Steiner e di Scaligero è morto è il concetto già formato, il pensiero che ha smesso di essere un atto ed è diventato un oggetto disponibile.
La metafora funziona come una vera metafora biologica, e non come un elogio. Un organismo vivo si trasforma e reagisce; una volta morto conserva la forma e non fa più nulla. Un concetto è esattamente questo: la forma superstite di un atto di pensiero che è avvenuto una volta, ed è utilissimo proprio perché è fermo, si può maneggiare e trasmettere. Nel vocabolario steineriano non c'è nulla di male nei concetti: c'è che chi maneggia solo quelli non pensa più, ripete.
Il termine italiano è di Massimo Scaligero, che lo ha reso corrente in Italia; in tedesco Steiner parla piuttosto di un pensare vivente e reale in opposizione al pensare astratto. La cosa da tenere è che si tratta, in entrambi, di una distinzione sul tempo del pensiero: prima e dopo la cristallizzazione, non fra due tipi di contenuti.
Ancorato ai testi
Nel pensare noi afferriamo, da un lato, ciò che accade nel mondo, e dall'altro l'attività stessa con cui lo afferriamo: è l'unico caso in cui l'osservatore e l'osservato coincidono, ed è per questo che il pensare non può essere spiegato da altro che da se stesso.parafrasi dichiarata dall'argomento centrale della Filosofia della libertà di Rudolf Steiner, del 1894. Il libro precede di anni la sua svolta esoterica, ed è scritto come opera di filosofia: la tesi non presuppone nulla di occulto