Con il pensiero vivente. Sono la stessa cosa detta da due angolature, e il lessico le tiene separate perché fanno lavori diversi. «Pensiero vivente» nomina la qualità e serve a dire di che si tratta; la coppia pensante e pensato è lo strumento operativo, quello che si usa mentre si esercita. Una definisce, l'altra si maneggia.
Con la distinzione fra processo e prodotto in psicologia. La psicologia cognitiva distingue da tempo i processi mentali dai loro esiti, e li studia entrambi dall'esterno, con esperimenti. Qui la distinzione serve a un'operazione in prima persona, e ciò che si chiede non è di descrivere il processo ma di starci dentro mentre accade. Una osserva, l'altra abita.
Con la natura naturans. La coppia scolastica riguarda la natura e ha portata cosmologica: è una tesi su Dio e sul mondo. Quella di Scaligero riguarda un'attività umana e si esercita. Il ricalco della formula è deliberato e non fa dei due la stessa dottrina.
Con la spontaneità. Nel linguaggio corrente il pensiero vivo è quello che nasce da sé, non forzato, contrapposto a quello schematico. Qui è il contrario: l'atto di cui si parla non nasce da sé, va prodotto con uno sforzo che gli esercizi descrivono minuziosamente, e ciò che nasce da sé sono le associazioni, che appartengono al lato pensato. La spontaneità, in questo vocabolario, è il regime ordinario da cui si cerca di uscire.