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Athanor · Lessico · Primo anello · Antroposofia

Corpo astrale

italiano · nel lessico di SteinerAstralleib, nome tradizionale, non legato alla previsione astrologica


Il veicolo delle emozioni, degli impulsi e delle immagini, condiviso con gli animali. Il nome è tradizionale e inganna: non ha a che fare con l'astrologia come previsione. In Agrippa è il corpo siderale, nelle Upanishad il manomaya kosha; il territorio che la psicologia del profondo chiama inconscio personale gli somiglia da un altro versante, e la voce registra la somiglianza come specchio. È il campo su cui lavora gran parte della disciplina interiore del percorso.

Corpo etericoIoOmbra

Dove lavoraLa voce in «Il corpo sottile» ↗ · Mappa delle tradizioni (primo anello)

Nel laboratorioAnno IV · Anno IV


La parola

Astrale non ha a che fare con gli oroscopi, e ha a che fare con gli astri

La definizione breve avverte che il nome è tradizionale e inganna, e conviene dire da dove viene, perché l'origine è più interessante dell'equivoco. Il termine risale alla cosmologia neoplatonica e medievale: nella discesa dell'anima verso la nascita, essa attraversa le sfere planetarie e da ciascuna riceve una qualità, e ciò che ne risulta è un veicolo, un óchēma in greco, un corpus siderale nel latino di Agrippa.

Il nesso con gli astri è dunque genuino e non ha nulla di previsionale: non si tratta di quello che i pianeti fanno oggi, ma di una teoria sulla composizione delle disposizioni umane. Le passioni sono chiamate astrali perché quella cosmologia le faceva derivare dalle sfere, non perché qualcuno pretenda di leggerle in un tema natale.

Steiner eredita il termine dalla tradizione teosofica, che lo aveva ereditato dall'occultismo ottocentesco, che lo aveva preso dal Rinascimento. È una parola con tre traslochi alle spalle, e a ogni trasloco ha perso una parte del suo contesto: quando arriva a noi, quel che resta è un aggettivo suggestivo che non spiega più nulla.

Ancorato ai testi

L'anima, discendendo, riceve da ciascuna sfera un rivestimento, e questi rivestimenti insieme formano un veicolo che le è più vicino del corpo terrestre; risalendo, essa restituisce a ciascuna sfera ciò che ne aveva preso.parafrasi dichiarata dalla dottrina del veicolo dell'anima che attraversa il neoplatonismo tardo, in particolare Porfirio e Proclo, e da cui viene il nome «astrale». La simmetria fra discesa e risalita è la parte che l'uso moderno del termine ha perso per intero

Dove nasce

Il gradino che si condivide con gli animali

Nell'impianto a quattro membri descritto nella voce sul corpo eterico, questo è il terzo gradino, quello che l'uomo condivide con gli animali e non con le piante. Il criterio è la sensibilità: una pianta cresce e si riproduce ma non prova nulla e non desidera; un animale sì.

Ciò che vi appartiene è quindi l'intera vita di emozione, impulso e immagine: piacere e dolore, attrazione e repulsione, paura, desiderio, e la capacità di formare rappresentazioni interne. Steiner vi include anche la coscienza in senso stretto, cioè l'esperienza di avere un dentro, che a suo avviso comincia a questo gradino e non prima.

Una nota di vocabolario che aiuta a leggere i testi: Steiner usa spesso, accanto ad «astrale», il termine Seelenleib, corpo animico, e in alcuni scritti tardi lo preferisce. È il segnale che era consapevole del problema del nome, e che avrebbe potuto essere risolto; ma il primo termine era ormai in circolazione in tutto l'ambiente da cui proveniva, e cambiarlo avrebbe creato più confusione di quanta ne toglieva.

Come la legge questa biblioteca

Il campo su cui si lavora davvero

La definizione breve dice che è il campo su cui lavora gran parte della disciplina interiore del percorso, e questa è la cosa più concreta della voce.

Il motivo è di semplice economia. Il corpo fisico non si tocca con esercizi interiori; il corpo eterico cambia per abitudini ripetute, e quindi lentissimamente; l'Io è il soggetto che compie il lavoro, non il suo oggetto. Resta il gradino delle emozioni, degli impulsi e delle immagini, ed è lì che gli esercizi hanno presa in un tempo osservabile.

Guardando i cinque esercizi con questa chiave, la loro distribuzione si spiega: l'equanimità lavora sull'ampiezza delle reazioni, la positività su come le rappresentazioni si formano, l'apertura su come il giudizio si affretta. Tre su cinque stanno su questo piano, e i primi due, pensiero e volontà, servono a dare all'Io la presa che gli serve per lavorarci.

La definizione breve registra anche uno specchio: il territorio che la psicologia del profondo chiama inconscio personale gli somiglia da un altro versante. La formula è prudente e va tenuta così. Le due mappe coprono in parte lo stesso terreno, il che è utile; ma una lo descrive come un membro dell'organismo umano condiviso con gli animali, l'altra come il deposito di una biografia, e le due descrizioni non si sovrappongono se non a tratti.

Da non confondere

Quattro corpi sottili

Con l'astrologia previsionale. La definizione breve lo dice e vale la pena ripeterlo perché l'aggettivo lo suggerisce ogni volta. Il corpo astrale non si legge in un tema natale, non dipende dal giorno di nascita nell'uso corrente del termine, e la parola rinvia a una cosmologia, non a una tecnica di previsione. Sul modo in cui questa biblioteca intende l'astrologia c'è una voce apposta, la qualità del tempo.

Con il viaggio astrale. È l'associazione più diffusa e appartiene a un'altra letteratura, quella dell'occultismo pratico anglosassone, che descrive uscite dal corpo e spostamenti in un piano popolato. Nell'impianto steineriano il corpo astrale non è un veicolo con cui ci si sposta e non c'è un luogo dove andare: è un membro dell'organismo, come il fegato non è un mezzo di trasporto.

Con le emozioni in senso psicologico. La sovrapposizione è forte e comoda, ed è quella che rende la voce utilizzabile; ma nell'impianto originale questo membro comprende anche la formazione delle immagini e la coscienza stessa, che nessuna psicologia classificherebbe fra le emozioni. Usare il termine come sinonimo elegante di vita affettiva significa restringerlo.

Con il corpo eterico. Il confine fra i due è quello fra vivere e sentire, e nei testi è netto: la crescita, la guarigione, la memoria organica, l'abitudine stanno al primo; il desiderio, il dolore, l'immagine stanno al secondo. Il criterio pratico che Steiner usa è il regno naturale: se lo fa anche una pianta, è eterico; se serve un animale, è astrale.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

Vedilo nel lessico →
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