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Athanor · Lessico · Primo anello · Antroposofia

Corpo eterico

italiano · nel lessico di SteinerÄtherleib, «corpo eterico o vitale»


Il principio vitale che anima il corpo fisico, condiviso con le piante e gli animali: porta la crescita, la riproduzione, la memoria biologica. È il primo gradino dell'anatomia sottile steineriana, quella che l'epigrafe dell'Anno I presuppone quando parla di organi da formare per conoscere. La biblioteca vi accosta con disciplina l'archeus di Paracelso, il pranamaya kosha delle Upanishad e il qi: corrispondenze funzionali, da tenere come specchi e non come traduzioni.

Corpo astraleIoPrana

Dove lavoraLa voce in «Il corpo sottile» ↗ · Mappa delle tradizioni (primo anello)

Nel laboratorioAnno IV · Anno IV


La parola

Etere: una parola che ha cambiato mestiere tre volte

Aithḗr, in greco, è l'aria alta e luminosa, quella che sta sopra la regione delle nubi, e Aristotele ne fa il quinto elemento, la sostanza incorruttibile di cui sono fatti i cieli. Nell'Ottocento la parola torna in fisica per nominare il mezzo in cui si propagherebbe la luce, e l'esperimento di Michelson e Morley del 1887 non ne trova traccia. Steiner comincia a usarla nel primo decennio del Novecento, quando l'etere dei fisici è appena stato abbandonato.

La coincidenza di date è imbarazzante e va detta, perché è la prima obiezione che un lettore fa. Steiner risponde, in sostanza, che il suo etere non è quello della fisica e non pretende di esserlo: non è un mezzo per le onde, è un principio formativo. La difesa è coerente e lascia intatto il problema del nome, che continua a evocare qualcosa di cui la scienza aveva appena constatato l'assenza.

Il termine tedesco che Steiner usa più spesso, del resto, è un altro e sarebbe stato più chiaro: Lebensleib, corpo vitale. È quello che dice davvero di che cosa si tratta, e la definizione breve lo riporta accanto al primo.

Ancorato ai testi

Il corpo fisico dell'uomo, considerato secondo le sue sostanze e le sue forze, non si distingue da ciò che si trova nel regno minerale; e ciò che impedisce a quelle sostanze di seguire le proprie leggi, cioè di disgregarsi, è un secondo principio, che l'uomo ha in comune con le piante.parafrasi dichiarata dall'impianto che Rudolf Steiner espone nei suoi scritti antroposofici degli anni Dieci. L'argomento è per assenza: il corpo vitale è definito da ciò che accade quando se ne va, cioè la decomposizione

Dove nasce

Il primo gradino di un'anatomia a quattro

L'impianto steineriano è una serie di quattro membri, e il senso di ciascuno viene dal confronto con i regni della natura. Il corpo fisico l'uomo lo condivide con i minerali; il corpo eterico con le piante; il corpo astrale con gli animali; l'Io è suo soltanto.

La costruzione è chiara e ha un pregio didattico evidente: ogni gradino corrisponde a una differenza osservabile fra i regni, e il lettore può seguirla senza dover credere nulla in anticipo. Una pianta cresce, si riproduce e guarisce, e un sasso no; un animale sente e desidera, e una pianta no; un uomo dice io, e un animale no. Che a queste differenze corrispondano principi distinti è la tesi, e va tenuta distinta dalle osservazioni che la illustrano.

Al corpo eterico Steiner attribuisce, oltre alla vita organica, la memoria e le abitudini, ed è la parte più caratteristica della sua dottrina su questo punto: ciò che in noi si ripete, ciò che si è sedimentato in disposizione, appartiene allo stesso principio che fa crescere le unghie. È una collocazione che nessuna delle tradizioni con cui la definizione breve lo confronta condivide del tutto.

Come la legge questa biblioteca

Specchi funzionali, e la disciplina che chiedono

La definizione breve elenca tre accostamenti e li qualifica con una parola: corrispondenze funzionali, da tenere come specchi e non come traduzioni. L'archeus di Paracelso, il pranamaya kosha delle Upanishad, il qi cinese.

Funzionali significa: occupano lo stesso posto nella rispettiva architettura. Ciascuno dei tre sta fra il corpo materiale e qualcosa di più interno, e a ciascuno è attribuita la vita organica. Che quattro tradizioni, senza contatti sufficienti a spiegarlo, abbiano tutte trovato necessario un livello lì è un fatto sulle domande che si pongono, e la voce sul prana lo dice per esteso dall'altro lato.

Non traduzioni significa che nei dettagli non coincidono, e i dettagli sono ciò che rende una dottrina qualcosa di più di una suggestione. Il prana si articola in cinque direzioni e non porta la memoria; il qi ha una polarità e cinque fasi che non hanno corrispettivo indiano né antroposofico; l'archeus paracelsiano è soprattutto un principio medico che presiede alla digestione e alla separazione. Chi li identifica ottiene un sistema unico che non è nessuno dei quattro.

Quanto all'uso nel percorso, la definizione breve indica che l'epigrafe dell'Anno I lo presuppone quando parla di organi da formare per conoscere. È la parte più impegnativa dell'impianto, e questa biblioteca la presenta come tesi da esaminare: che si possano formare organi di percezione che non si hanno alla nascita è un'affermazione forte, e i cinque esercizi sono, in quel quadro, il lavoro che li formerebbe.

Da non confondere

Quattro principi vitali

Con l'etere della fisica. Come si è visto, non c'entra nulla, e la coincidenza del nome è sfortunata. L'etere ottocentesco era un mezzo materiale postulato per far propagare le onde; qui si parla di un principio formativo. Chi obietta citando Michelson e Morley sta confutando un'altra cosa.

Con l'aura. Nel linguaggio corrente il corpo eterico è diventato un alone visibile attorno alle persone, con dei colori, che alcuni sosterrebbero di vedere. Nei testi di Steiner ciò che si descrive non è un alone e non ha colori: è un principio che tiene insieme e fa crescere. Le fotografie dell'aura e i colori dei chakra appartengono a una letteratura diversa, di origine teosofica e ottocentesca.

Con il prana e con il qi. Come sopra: stesso posto nella struttura, funzioni diverse. La differenza più utile da ricordare è che il corpo eterico è un corpo, cioè ha forma e coesione, mentre il prana è un movimento e il qi un flusso. Una sostanza formata e due dinamiche.

Con la forza vitale della biologia ottocentesca. Il vitalismo scientifico sosteneva che i fenomeni della vita non fossero riducibili a quelli fisici e chimici, ed è stato una posizione rispettabile fino a quando la biochimica non ha cominciato a spiegare ciò che diceva inspiegabile. Il corpo eterico è vitalista di famiglia, e chi lo sostiene oggi ha il compito, che questa biblioteca non gli toglie, di dire che cosa esattamente resti da spiegare.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

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