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Athanor · Lessico · Primo anello · Mistica cristiana

Abgeschiedenheit

tedesco (Eckhart)Abgeschiedenheit, da abgeschieden, «separato, distaccato»


Il distacco eckhartiano: la condizione interiore di chi non fa dipendere il proprio centro da nessuna cosa, nessuna relazione, nessuna immagine di Dio. Non è indifferenza emotiva: è libertà ontologica, la base di tutta la mistica di Eckhart. Sta al Gelassenheit come la condizione sta al gesto: il distacco è lo stato che il lasciar andare, ripetuto, costruisce. Eckhart lo pone sopra l'amore e sopra l'umiltà, e lo dice con serenità provocatoria.

GelassenheitVia apofaticaNeti neti

Dove lavoraTimeline (Meister Eckhart) · Mappa delle tradizioni

Nel laboratorioAnno I · Anno IV


La parola

In tedesco, i distaccati sono anche i morti

Abscheiden vuol dire separare, dividere via, mandare a parte. Il participio abgeschieden descrive ciò che è stato separato, e Eckhart ne ricava il sostantivo astratto con lo stesso procedimento con cui ricava Gelassenheit: Abgeschiedenheit, la condizione di chi è separato.

La lingua tedesca, però, si porta dietro un secondo senso che l'italiano non ha. Abgeschieden vale anche appartato, remoto, fuori mano; e die Abgeschiedenen sono i defunti, i trapassati. Chi in tedesco pronuncia questa parola sente, sotto il distacco, la separazione dell'anima dal corpo. Non è una sfumatura marginale: la mistica renana parla apertamente di un morire prima di morire, e la parola gliela dava già la lingua.

Da qui viene anche la ragione per cui le traduzioni italiane non tengono. «Distacco» conserva il gesto di staccare e perde l'appartarsi; «separatezza» suona clinico; «solitudine» sposta tutto sull'esteriore. La resa che si avvicina di più è la più goffa, esser-messo-a-parte, e non si può stampare. Il lessico tiene la parola tedesca per la stessa ragione per cui tiene tzimtzum e fana: perché la traduzione dovrebbe scegliere, e scegliendo mutila.

Dove nasce

Un trattato che forse non è suo, e una tesi che scandalizza

La formulazione più celebre della parola sta in un trattato tedesco intitolato Von Abgeschiedenheit, e la prima cosa onesta da dire è che la sua attribuzione a Eckhart è discussa. Compare nelle raccolte dei suoi scritti tedeschi, l'edizione critica lo accoglie, e una parte degli studiosi lo considera opera di scuola più che di mano. Il testo che ha fissato la parola nel vocabolario europeo è dunque, con ogni probabilità, di Eckhart nel senso in cui lo è una bottega.

Ancorato ai testi

Ho letto molti scritti, dei maestri pagani e dei profeti, e ho cercato con serietà quale sia la virtù più alta e migliore. E ho trovato che non ve n'è nessuna migliore del puro distacco, superiore a ogni cosa; perché tutte le altre virtù guardano in qualche modo alle creature, e il distacco è libero da ogni creatura.parafrasi dichiarata da Von Abgeschiedenheit, trattato tedesco trasmesso sotto il nome di Meister Eckhart e di attribuzione discussa. È il testo in cui il distacco viene posto sopra l'amore e sopra l'umiltà

La tesi è provocatoria e sa di esserlo. Nella tradizione cristiana la virtù più alta è la carità, e lo dice Paolo in un passo che tutti conoscevano a memoria: rimangono fede, speranza e carità, ma la più grande è la carità. Mettere il distacco al di sopra dell'amore è una mossa che chiede di essere spiegata, e il trattato la spiega con un argomento preciso: l'amore mi porta verso Dio, il distacco costringe Dio a venire da me. Il distacco è un niente, e davanti a un niente Dio deve riversarsi, perché la natura non sopporta il vuoto e Dio meno di essa.

È un ragionamento che vale la pena seguire perché mostra il tipo di pensiero che è. Non dice che amare conti poco: dice che l'amore è un movimento mio, e quindi resta mio, mentre il distacco è la sola cosa che non aggiunge niente e per questo lascia agire l'altro. Chi lo riduce a un elogio della freddezza ha saltato l'unico passaggio che lo tiene in piedi.

Come la legge questa biblioteca

Non un esercizio, ma il criterio degli esercizi

Questa voce non si pratica. È una condizione, e il percorso non ha esercizi che producano condizioni: ha esercizi che producono gesti, e l'unico gesto della coppia è la Gelassenheit. L'Abgeschiedenheit serve a un'altra cosa, e serve molto: è il criterio con cui si giudica se un lavoro interiore stia andando da qualche parte.

Il criterio è questo, e ha il pregio di essere verificabile: da che cosa dipende oggi il mio centro. Non che cosa amo, non che cosa mi piace, ma che cosa deve andare in un certo modo perché io stia in piedi. La domanda si può fare a se stessi in trenta secondi e la risposta è quasi sempre imbarazzante. Un lavoro che dopo anni non ha spostato quella dipendenza di un centimetro non ha fatto ciò che dichiara di fare, per quanto interessante sia stato.

Elaborazione del curatore

Questa è la voce del lessico che si presta al peggior uso, e preferisco dirlo io. Una dottrina che pone il distacco sopra l'amore offre a chiunque una parola nobile per non farsi carico di nessuno, e nella storia della spiritualità quella parola è stata usata così molte volte. Il testo non lo consente: il distacco eckhartiano è dalle immagini, non dalle persone, e Eckhart predica a gente che ha una famiglia e un mestiere e dice loro di restarci. Ma la distanza fra ciò che un testo consente e ciò per cui viene usato è dove si combinano i guai, e questa voce ha bisogno del suo avvertimento più delle altre.nota curatoriale della biblioteca Ascesa

Da non confondere

Quattro distacchi

Con la Gelassenheit. Detta dall'altro lato: il lasciare è l'atto, l'esser-separati è ciò che l'atto costruisce. In italiano diventano la stessa parola e la coppia si perde. Quando in una traduzione si legge due volte «distacco» a poche righe di distanza, conviene andare a vedere quale delle due c'era.

Con la separazione dal mondo dei monaci. È la confusione più antica, e la favorisce il fatto che Eckhart è un frate. Ma la fuga mundi è un fatto di luoghi: si va altrove, si cambia stato di vita. L'Abgeschiedenheit non chiede di spostarsi di un metro, e i Discorsi dicono espressamente che chi non la trova nel proprio mestiere non la troverà in cella.

Con l'evitamento. Un centro che non dipende da nulla e un centro che si è messo al riparo dalle occasioni di dipendere hanno lo stesso aspetto dall'esterno e sono opposti. Il secondo è fragile, e si riconosce da come reagisce quando la protezione salta. È la ragione per cui questa condizione non si autocertifica: la si scopre addosso quando qualcosa la mette alla prova, non quando la si dichiara.

Con il distacco delle tradizioni indiane. Il vairagya vedantico nasce dall'aver visto che gli oggetti non contengono ciò che promettono, ed è un disincanto che matura; il distacco eckhartiano non è il risultato di una disillusione, è lo svuotamento di uno spazio perché qualcuno vi nasca. Là si lascia perché si è capito, qui si lascia perché accada. Somiglianza di postura, due motori diversi: il lessico segna uno specchio e non va oltre.

Il lessico intero

Questo termine è uno degli 87 del lessico della biblioteca, dove si legge insieme ai suoi vicini e si cerca per grafia, anche in traslitterazione. La regola vale qui come là: i rimandi fra tradizioni diverse accostano, non dichiarano mai un'equivalenza.

Vedilo nel lessico →
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