La formulazione più celebre della parola sta in un trattato tedesco intitolato Von Abgeschiedenheit, e la prima cosa onesta da dire è che la sua attribuzione a Eckhart è discussa. Compare nelle raccolte dei suoi scritti tedeschi, l'edizione critica lo accoglie, e una parte degli studiosi lo considera opera di scuola più che di mano. Il testo che ha fissato la parola nel vocabolario europeo è dunque, con ogni probabilità, di Eckhart nel senso in cui lo è una bottega.
Ancorato ai testi
Ho letto molti scritti, dei maestri pagani e dei profeti, e ho cercato con serietà quale sia la virtù più alta e migliore. E ho trovato che non ve n'è nessuna migliore del puro distacco, superiore a ogni cosa; perché tutte le altre virtù guardano in qualche modo alle creature, e il distacco è libero da ogni creatura.parafrasi dichiarata da Von Abgeschiedenheit, trattato tedesco trasmesso sotto il nome di Meister Eckhart e di attribuzione discussa. È il testo in cui il distacco viene posto sopra l'amore e sopra l'umiltà
La tesi è provocatoria e sa di esserlo. Nella tradizione cristiana la virtù più alta è la carità, e lo dice Paolo in un passo che tutti conoscevano a memoria: rimangono fede, speranza e carità, ma la più grande è la carità. Mettere il distacco al di sopra dell'amore è una mossa che chiede di essere spiegata, e il trattato la spiega con un argomento preciso: l'amore mi porta verso Dio, il distacco costringe Dio a venire da me. Il distacco è un niente, e davanti a un niente Dio deve riversarsi, perché la natura non sopporta il vuoto e Dio meno di essa.
È un ragionamento che vale la pena seguire perché mostra il tipo di pensiero che è. Non dice che amare conti poco: dice che l'amore è un movimento mio, e quindi resta mio, mentre il distacco è la sola cosa che non aggiunge niente e per questo lascia agire l'altro. Chi lo riduce a un elogio della freddezza ha saltato l'unico passaggio che lo tiene in piedi.