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Athanor · l'officina di lettura · soglia libera

Gli strumenti

Lo scaffale dell'officina, un attrezzo per volta


Uno strumento non è una scheda e non è un attraversamento. La scheda presenta un libro, l'attraversamento mette a fronte più libri su una stessa parola; uno strumento serve a lavorare su un testo che non si lascia leggere di seguito: mette il testo originale accanto alla traduzione, lo taglia nelle sue parti, e permette di girargli intorno invece di scorrerlo. Sono pagine costruite una per una, con un aspetto proprio, perché ognuna prende la forma della cosa che deve maneggiare.

Per ora lo scaffale ne porta uno. Non è una promessa di catalogo: gli strumenti nascono quando un testo li chiede, e finché nessuno li chiede lo scaffale resta così.

Giordano Bruno · Lampas triginta statuarum · [7]–[43]

I tre principî informi

Caos, Orco e Notte: tre volti del senza-forma da cui ogni forma procede, letti sul testo latino di Bruno, con le glosse italiane a fronte. Lo strumento tiene insieme la processione dei tre, il confronto sui tre registri e le relazioni documentate; e ha tre stanze, una per principio, in cui il testo si legge per intero.

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Le tre stanze: Caos · Orco · Notte

La regola dello scaffale Il testo originale si riporta alla lettera e si dichiara sempre da dove viene. La glossa sta accanto al testo, mai al posto suo, e si vede a occhio quale delle due si sta leggendo. Uno strumento non riassume un'opera e non la sostituisce: la rende maneggiabile a chi il libro ce l'ha aperto davanti.
Le sezioni vicine

I temi attraversati con più libri stanno in Dalla lettura; le schede su un libro solo, in Dalla biblioteca; le parole di cui tutte si servono, nel lessico.

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