NOTTE
I tre registri, tenuti distinti
La Notte è la materia: l'ombra immobile su cui la luce passa e le forme si succedono. Informe come i primi due: ma, unica fra loro, figurabilis.
L'ombra, e la soglia della statua
Come informe «non ha idea né statua»: «Eius nulla dicitur idea … neque apud nos statuam consequenter» (IX). documentato
L'immagine-soglia è l'umbra: sostrato insensibile, conosciuto solo per differentiam dalla luce, attraverso la successione delle forme (II–III). Sul suo dorso fluttuano i corruttibili (VII).
La materia: non ente, ma sotto l'ente
Notte = materia / umbra / materia prima ([7], [30]–[33]): primum subiectum, ricettacolo dei sostrati. documentato
Non ens, sed infra ens (VIII, XX): base e fondamento che tutto sostiene. Infinitum (XIII); iditas: né quid né quale né quanto, «in potenza tutto».
Una privative (XXII), senza causa (XV), impassibile (VII), principio passivo (VI, XVIII); subcontraria alla luce, non contraria (XXX).
Madre degli enti; ponte verso le statue
Figlia dell'Orco, terza e ultima dei tre informi. Con la luce (padre) genera gli enti: «e quorum coitu naturalia generantur» (XXIII). documentato
Dalla luce non separabile in atto, solo ratione (XIX): la luce accede e recede immutata (XXV); «lux in tenebris lucet, et tenebrae ipsam non comprehenderunt» (XXVI · Gv 1,5).
La sua figurabilitas apre la statua della Notte ([44]): il ponte dagli informi alle statue figurate.
I nomi della materia
Sei volti dell'ombra, secondo le sue condizioni. Tocca un nome.
I trenta articuli
La triade informe
La Notte chiude la processione: formata, e, sola fra gli informi, figurabilis.
Sola fra i tre informi, la Notte riceve una statua: «Habet Nox ideam seu speciem in qua triginta complere licet contemplationes» ([44]). Avere una statua «testimonia la propria natura divina» ([45]).
È il ponte verso le statue figurate. Trattata come unità separata (foto incomplete): non inclusa qui.
Meditazione
Dimorare nell'ombra mentre la luce passa. Il respiro segue il cerchio; i nomi della materia affiorano. Il registro contemplativo resta vuoto: è tuo.