ORCO
I tre registri, tenuti distinti
L'Orco è infigurabile come il Caos, ma, caso diverso, lo si contempla attraverso una galleria di imagines mitiche della privazione. L'immagine non è il principio: lo rende contemplabile.
La voragine e le sue maschere
Resta infigurabile: «eius enim ullam afferre ideam vel formam non possumus» [22]. documentato
L'immagine-matrice è la vasta et infinita vorago: l'abisso che «concepisce, desidera e attrae tutto». Attorno ad essa, una galleria di figure mitiche della mancanza (le imagines): non attributi di una statua, ma similitudini del desiderio senza fondo.
Potenza passiva: privatio parit appetentiam
Orco = passiva seu receptiva potentia [7]: la privazione che genera l'appetito. documentato
Desiderio il cui oggetto è finis sine fine: infinito, indeterminabile (V); «Caos di Notte eterna», somma indigentia e appiscentia (IX).
Posizione intermedia (XIX): informe Caos / informabilis Orco / formata Notte. L'Orco «non riceve forma, ma la desidera». È malum necessario al bene (XX).
Figlio del Caos, padre delle tenebre
Termine medio della processione: Caos → Orco → Notte. documentato
Dipendenza, non causa (XXI): «Chaos parens Orci, Orcus parens tenebrarum» indica dependentia et ordo, non derivazione causale.
La sua potenza si comunica «per seminalem propagationem» alla figlia Notte (XXII), generando ogni alterazione e mutazione; il fuoco attivissimo converte e attrae tutto a sé (XXIV).
Le imagines della privazione
La galleria mitica dell'Abisso: ogni figura è una similitudine del desiderio inesauribile o della mancanza. Tocca una figura.
I trenta articuli
La triade informe
L'Orco è il medio: tra il vuoto che non vuole forma e la materia che sempre la cerca.
Meditazione
Dimorare nell'Abisso. Il respiro segue il cerchio; le figure della privazione passano. Il registro contemplativo resta vuoto: è tuo.