Lampas triginta statuarum · [21]–[29]

ORCO

secondo dei tre principî informi: l'Abisso, la privazione che brama
«Sequitur, tanquam filius patrem, Chaos ipsa Abyssus seu Orcus: ex eo enim quod est vacuum et inane infinitum sequitur aptitudo quaedam, carentia seu desideratio infinita.» Giordano Bruno · Lampas, [21], p. 958 · verbatim
↓ lasciati attrarre

I tre registri, tenuti distinti

L'Orco è infigurabile come il Caos, ma, caso diverso, lo si contempla attraverso una galleria di imagines mitiche della privazione. L'immagine non è il principio: lo rende contemplabile.

Figura: il modo del mostrarsi

La voragine e le sue maschere

Resta infigurabile: «eius enim ullam afferre ideam vel formam non possumus» [22]. documentato

L'immagine-matrice è la vasta et infinita vorago: l'abisso che «concepisce, desidera e attrae tutto». Attorno ad essa, una galleria di figure mitiche della mancanza (le imagines): non attributi di una statua, ma similitudini del desiderio senza fondo.

Soglia: queste figure significano la privazione; non vanno scambiate per una forma propria dell'Orco (§3).
Significatio: il principio

Potenza passiva: privatio parit appetentiam

Orco = passiva seu receptiva potentia [7]: la privazione che genera l'appetito. documentato

Desiderio il cui oggetto è finis sine fine: infinito, indeterminabile (V); «Caos di Notte eterna», somma indigentia e appiscentia (IX).

Posizione intermedia (XIX): informe Caos / informabilis Orco / formata Notte. L'Orco «non riceve forma, ma la desidera». È malum necessario al bene (XX).

Soglia: non una cosa fra le cose, ma la tensione privativa stessa.
Ars: la funzione combinatoria

Figlio del Caos, padre delle tenebre

Termine medio della processione: Caos → Orco → Notte. documentato

Dipendenza, non causa (XXI): «Chaos parens Orci, Orcus parens tenebrarum» indica dependentia et ordo, non derivazione causale.

La sua potenza si comunica «per seminalem propagationem» alla figlia Notte (XXII), generando ogni alterazione e mutazione; il fuoco attivissimo converte e attrae tutto a sé (XXIV).

Eco neoplatonica (privazione-desiderio) e Ade classico, ritorti da Bruno in imago metafisica: interpolazione: analogia.

Le imagines della privazione

La galleria mitica dell'Abisso: ogni figura è una similitudine del desiderio inesauribile o della mancanza. Tocca una figura.

I trenta articuli

La discesa nella privazione, da [22] a [29].

La triade informe

L'Orco è il medio: tra il vuoto che non vuole forma e la materia che sempre la cerca.

«informe Chaos, informabilis Orcus, … formata Nox»: l'Orco non riceve forma, ma la desidera (XIX).

Meditazione

Dimorare nell'Abisso. Il respiro segue il cerchio; le figure della privazione passano. Il registro contemplativo resta vuoto: è tuo.

inspira
Registro contemplativo: lasciato vuoto. Nessuna parola te lo riempie.