CAOS
I tre registri, tenuti distinti
Il Caos è infigurabile. L'immagine non illustra il principio: per i tre informi è soglia e privazione. I registri non vanno mai collassati l'uno sull'altro.
Figurare l'infigurabile
Il testo nega al Caos ogni statuto figurale: «non statuam, non figuram, non imaginationem seu imaginabilitatem». Non c'è imago agens dagli attributi sensibili: l'immagine è data solo in negativo. documentato
Il «mostrarsi» è una serie di determinazioni privative: insensibile (XIV), né raro né denso (XXII), senza diversità di parti eppure ovunque identico (XX), non penetrabile né divisibile (XIX).
Al posto di un'immagine, un solo indizio: «index illius est corporum in eodem loco successio»: la successione dei corpi nel medesimo luogo (I). È il segno, non la figura.
Il vuoto, ricettacolo dell'infinito
Caos significat vacuum: non grandezza, ma «magnitudinis susceptaculum, individuum, infiniti receptibilis» (XII). documentato
È il precedente assoluto: primum omnium (II), infiguratum et infigurabile (III), incausabile (XVII), «più uno della materia» (IV).
Le sue definizioni proprie (XXVII): «in quo omnia · quod in omnibus · per quem omnia». Non è ente né non-ente, ma «verum eorum quae sunt susceptaculum» (XXV).
Padre dell'Abisso, prima della Notte
La triade informe: Caos = vacuum · Orco = potenza passiva/recettiva · Notte = materia ([7]). documentato
Filiazione: «Sequitur, tanquam filius patrem, Chaos ipsa Abyssus seu Orcus»: dal vuoto infinito consegue l'appetenza infinita dell'Orco.
Caos e Orco precedono la Notte per tempo e natura (XIII); il Caos è ricettacolo dei corpi divisibili, sfondo che precede le statue figurate senza confondersi con esse.
Le denominazioni · articolo XXX
Un solo principio, iuxta diversas rationes: sei nomi, sei ragioni. Tocca ciascun nome.
I trenta articuli
La triade informe
Tre soglie prima della forma. Il Caos genera l'Orco; entrambi precedono la Notte.
Meditazione
Dimorare nel vuoto. Il respiro segue il cerchio; i nomi passano. Il registro contemplativo resta vuoto: è tuo.